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Cronaca

Jesi Si è spenta Anna Maria Trane Quaglieri, fondatrice e anima dello Iom

Aveva 88 anni, la figlia Marialuisa: «Una donna immensa che ha saputo dare amore a tutta la comunità oltre che alla sua famiglia, che adorava e la adorava, un privilegio essere suoi figli»

Jesi – Si è spenta all’età di 88 anni Anna Maria Trane Quaglieri, icona dell’associazionismo nel territorio di Jesi e della Vallesina, anima, fondatrice e presidente dello Iom, che da 29 anni si occupa di prestare assistenza ai malati oncologici e alle loro famiglie, portando luce e speranza nei momenti più bui della malattia.

E proprio in nome di questa speranza, Anna Maria Trane Quaglieri si è sempre spesa per l’associazione, fino all’ultimo respiro, intessendo relazioni sul territorio, organizzando eventi benefici e iniziative finalizzate a raccogliere i fondi necessari a finanziare le numerose attività svolte dallo Iom, che da pochi anni si erano estese anche alla provincia di Macerata.

«Una donna immensa che ha saputo dare amore a tutta la comunità oltre che alla sua famiglia, che adorava e la adorava», ha detto la figlia Marialuisa nel dipingere il ritratto di una donna forte e caparbia che ha fatto del dono e dell’amore per il prossimo la sua missione di vita.

«Un grande privilegio essere suoi figli».

Proprio lo scorso novembre con la figlia Marialuisa, direttrice dello Iom, consigliera comunale ed esponente del mondo politico cittadino, avevano dato vita a un grande sogno, la nascita di Casa Iom, un luogo dedicato alle donne che affrontano un percorso oncologico, in cui trovare sostegno, comprensione e risorse per migliorare la qualità della vita.

Possibile grazie alla generosità di una cittadina, Leda Binci, scomparsa nel 2021 che, dopo aver conosciuto Anna Quaglieri, aveva dato disposizioni di lasciare in eredità la sua casa e una cifra in denaro all’associazione.

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Nell’intervista pubblicata sulla rivista Jesi e la Sua Valle in occasione dei 25 anni dell’Associazione, Anna Quaglieri aveva definito lo Iom «una scelta coraggiosa e una sfida continua, che rifarei tante e tante altre volte. Lo Iom mi ha riempito la vita, rappresenta il mio quarto figlio e, proprio come ci si prende cura dei figli, ho voluto creare un servizio che mettesse a disposizione dei malati non solo la professionalità di personale qualificato ma anche le attenzioni e le cure di cui un paziente ha bisogno per farlo sentire accolto e coccolato».

«Tutti noi possiamo immaginare quanto sia importante nella malattia sentire la compagnia e la vicinanza delle persone che ci circondano. Il potere del calore umano, in cui rifugiarsi nei momenti difficili, può essere altamente terapeutico».

Ripercorrendo i ricordi dei numerosi eventi benefici organizzati in questi ultimi anni, c’è anche quello di marzo 2024 quando Anna Quaglieri aveva presentato al Circolo Cittadino, il suo primo libroPer magia di memoria“, curato dal giornalista Marco Torcoletti: un viaggio tra i ricordi, i volti e gli ambienti della sua famiglia, lungo cinque generazioni, allo Iom sono stati destinati i proventi delle vendite. Originaria della Puglia si era poi trasferita nelle Marche insieme al marito e si considerava ormai cittadina acquisita di Jesi.

Vedi anche: Jesi Batte forte il grande cuore dello Iom “Per magia di memoria”

«Non dimenticherò mai la prima volta che ti vidi. Mi sembrasti un ragazzino, Anna Maria me lo ripeteva spesso – ha raccontato commosso proprio Marco Torcoletti, dopo aver appreso la notizia -. Difficile esprimere il legame che da anni ci univa, intriso di affetto, amicizia e reciproca stima. Giusto venerdì scorso mi aveva chiesto di rimandare un incontro già programmato, con cui dovevamo prendere accordi per un nuovo progetto editoriale».

«Dopo “Per magia di memoria”, infatti, Anna Maria voleva cimentarsi nuovamente con la scrittura, dedicando un libro alle tante amicizie che l’avevano arricchita, come diceva lei. Insieme abbiamo trascorso piacevoli pomeriggi, segnati dalla sua prodigiosa capacità di far rivivere il passato di una vita straordinaria».

«Del suo enorme lascito non occorre racconti, preferisco piuttosto ricordarne la dolcezza, la fine ironia e il modo di guardare alla vita e al prossimo con fiducia ed entusiasmo. Questo voglio portare nel cuore, grato del dono di un’amicizia che non avrei mai pensato di meritare. Sei come un altro figlio, soleva ripetermi, ed è con tale sentimento che esprimo alla sua famiglia la mia più grande vicinanza».

Di lei ha tratteggiato un caro ricordo anche la giornalista Beatrice Testadiferro, direttrice del settimanale diocesano Voce della Vallesina.

«Anna Maria Trane Quaglieri: una donna appassionata della vita, di ogni vita, pronta a spendersi in prima persona e per le situazioni più diverse, dove la fragilità e l’impotenza sembravano avere il sopravvento. La ricordo fin dal 1994 quando aveva iniziato a organizzare l’associazione per offrire assistenza alle persone malate ed era sempre grata e meravigliata di ogni forma di aiuto che le arrivava».

«Sapeva dire grazie, con lettere scritte a mano e spedite a chi faceva un’offerta, per ciascuno preparava un pensiero personalizzato, pensieri e parole per ogni occasione. Ha messo a disposizione tutta se stessa per l’associazione, il suo cuore, la sua casa, il suo tempo, coinvolgendo la famiglia e le persone a lei vicine».

«L’ultimo dono all’associazione, il libro “Per magia di memoria, un intreccio di nomi e di volti, un crocevia di luoghi e un affiorare di ricordi di cinque generazioni di famiglie, in un viaggio tra le memorie e i profumi dalle origini in Puglia fino alle Marche. In questo suo lavoro, realizzato insieme a Marco Torcoletti, Anna Maria Trane Quaglieri ha desiderato narrare le vicende della sua famiglia da dove emerge chiaramente il legame con le persone, con ogni persona e la sua storia, e il suo desiderio di rinnovare il legame profondo con le sue origini».

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