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JESI / TRAGEDIA DI CORINALDO, L’ASP9: “TRA I SOCCORRITORI ANCHE DUE STRANIERI DEL PROGETTO SPRAR”

Erano nella discoteca quando hanno effettuato un massaggio cardiaco ad un ragazzo rimasto intrappolato

 

JESI, 22 dicembre 2018 – C’erano anche due ragazzi stranieri, titolari di protezione umanitaria e beneficiari del progetto SPRAR gestito dall’Azienda Servizi alla Persona (ASP9) tra coloro che erano presenti alla tragica vicenda della Discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo (leggi l’articolo). Lo rende noto la stessa dirigenza comunicando che si tratta di due giovani: un ganese e un nigeriano.

Quando si verificò la fuga dei clienti dal locale (guarda il video), a causa delle conseguenze dovute al presunto spruzzo di una sostanza urticante, i due giovani sono usciti di corsa verso le uscite di emergenza aperte, rimanendo intrappolati nella calca di persone (leggi l’articolo); anche loro, come documentato dalle immagini televisive, sono caduti e a stento sono riusciti  a rialzarsi.

Scampato il pericolo, però, i due giovani hanno iniziato un’opera di aiuto nei confronti di quanti erano rimasti intrappolati sotto la massa di gente. “Uno di loro (Hassan) – leggiamo in una nota dell’ASP9 – afferma di aver tirato fuori un ragazzo che aveva perso i sensi e di aver effettuato nei suoi confronti il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca, tecnica appresa durante un corso svolto dalla Croce Rossa a cui aveva partecipato in precedenza. Continua affermando di aver bagnato il capo del ragazzo con l’acqua fornitagli da un ‘buttafuori’ e che lo stesso ragazzo, dopo pochi secondi, ha ripreso i sensi ed è rimasto a terra in compagnia di una amica. Riferisce poi – prosegue la nota ASP – di aver aiutato altre tre ragazze, una delle tre, in particolare, ricorda di aver aiutato un ragazzo che da solo non riusciva a tirarlo fuori perché intrappolata sotto altre persone. Non sappiamo se è lui che ha salvato la vita di quel quindicenne di Serra de’ Conti che cerca ancora chi ringraziare per quanto accaduto quella notte e a ben vedere non è molto rilevante. Ciò che importa – conclude la nota dell’ASP9 è poter verificare, anche nella triste vicenda di Corinaldo, che al momento del bisogno ci sono dei ragazzi, bianchi o neri non importa, che cercano di aiutare altri ragazzi che hanno bisogno di aiuto”.

Quanto reso noto dall’Azienda Servizi alla Persona conferma ancora una volta che non sempre lo straniero, il diverso è un soggetto dal quale stare lontano; questa buona notizia lo conferma.

(s. b.)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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