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Jesi Viaggio intorno al pianeta Aldo Moriconi

Condotti dallo storico dell’arte Federico Pace nell’affascinante scoperta di un artista “pazzo, geniale, simpaticissimo zingaro, pittore, viaggiatore, poeta” e delle sue opere, alcune in esposizione nei locali della Fondazione Carisj donate da Sergio Cerioni

Jesi – Il viaggio che lo storico dell’arte Federico Pace ha compiuto intorno al pianeta Aldo Moriconi, nella sala dei Convegni di Palazzo Bisaccioni, a colloquio col pubblico e con la vice presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, Sara Tassi, ha coinvolto una platea numerosissima, intrigata dal programma e attirata dal nome, Moriconi, che è diventato, negli anni, una riscoperta da proporre al pubblico.

Perché Aldo, ebbene sì, sarà stato anche il marito di Valeria Abbruzzetti, che mantenne da attrice il cognome del marito anche dopo la separazione, ma era anche un eroe guascone, bello, aria sbarazzina e coinvolgente.

Sicuro di sé, colto, sportivo, un giovane leone che ha vissuto in egual misura “cielo, terra e mare”, come sportivo, come militare e come artista. Curioso quanto bastava, ha esplorato percorsi stilistici, non ha tralasciato il futurismo ma si è posizionato sul balcone dell’astrattismo e dell’avanguardia perché sono mille, diceva, i punti di vista.

Bene, allora Federico Pace ha raccontato le opere che sono in esposizione in alcuni locali della Fondazione, frutto di una donazione straordinaria che un personaggio speciale – nell’ambito della cultura jesina – come Sergio Cerioni ha voluto donare, essendone in possesso perché molte creazioni artistiche di Aldo Moriconi fossero fruibili e frutto di studio da parte delle generazioni future.

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Così ha percorso, in una carrellata approfondita ma, ovviamente, sommaria, tutti gli artisti e le epoche (manco tanto lontane) che hanno formato Moriconi, diciamo dalla fine dell’Ottocento fino agli anni dell’immediato dopoguerra, per concludersi con la morte di Moriconi, nel 1973, dopo un incidente automobilistico in Mali.

Dicevo, anzi lo diceva il Poeta Guccini, che gli eroi son tutti giovani e belli, ma lui davvero traversò l’Atlantico in solitaria, esplorò l’Africa, un “pazzo, geniale, simpaticissimo zingaro, pittore, viaggiatore, poeta, alla perenne ricerca di emozioni”.

Il patrimonio artistico, dunque, ripercorre anche, nella lettura di Pace, diversi personaggi poliedrici che lo hanno ispirato. Per cui la narrazione, arricchita da proiezioni dei lavori più importanti dei vari artisti presi come punti di riferimento, è risultata un piccolo compendio di storia dell’arte moderna, che ci ha condotto fino ad Aldo Moriconi.

Sfilano Gauguin, Cézanne, Munch,  Picasso, Braque, Boccioni, Kupka, De Chirico, Hopper, Dalio Mariani, Burri, Capogrossi, Moriconi e altri, prima di scoprire alcune opere di Moriconi stesso.

Un grande successo, una sala riempita anche da persone che seguono Pace in lezioni e percorsi didattici e che provengono dall’intera regione. Applausi come al teatro.           

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