Cronaca
Rosora Esplosione nella casa colonica, la Procura apre un fascicolo
Tonino Zedde resta ricoverato in prognosi riservata al Centro grandi ustionati di Cesena, nuovi sopralluoghi del Nucleo investigativo di polizia giudiziaria dei Vigili del Fuoco di Ancona, secondo una prima ipotesi voleva chiudere il gas ma per errore è scattata la scintilla dell’accesione nel locale già saturo
Rosora – La Procura di Ancona ha aperto un fascicolo sull’esplosione che domenica mattina ha semidistrutto una casa colonica in contrada San Giovanni, nelle campagne di Rosora, provocando il grave ferimento di Tonino Zedde, 71enne di origine sarda residente a Jesi.
Il procedimento, affidato al pubblico ministero Rosario Lioniello, al momento è senza indagati e senza ipotesi di reato.

Nel pomeriggio di ieri, dopo l’autorizzazione della Procura, il Nucleo investigativo di polizia giudiziaria dei Vigili del Fuoco di Ancona ha effettuato un primo sopralluogo nell’edificio. L’obiettivo è individuare l’origine della deflagrazione e chiarire se la fuga di gas, in una zona non servita dalla rete del metano, sia stata provocata dall’impianto domestico con bombola a gpl o da altri fattori. L’immobile era stato posto sotto sequestro già domenica dai Carabinieri della Stazione di Castelplanio.

Restano intanto molto gravi le condizioni del pensionato, ricoverato al Centro grandi ustionati dell’ospedale “Bufalini” di Cesena. La prognosi è riservata. Nella giornata di ieri i familiari hanno raggiunto la struttura romagnola per restargli accanto.
Il 71enne ha riportato ustioni su circa l’80 per cento del corpo, estese a torace, addome, volto e torso, oltre a diversi traumi causati dalla violenta esplosione e dal crollo di parte dell’edificio. Dopo essere stato stabilizzato sul posto era stato trasportato in codice rosso all’ospedale regionale di Torrette, ma il successivo peggioramento del quadro clinico aveva reso necessario il trasferimento a Cesena.

Secondo la ricostruzione, riferita dallo stesso ferito rimasto cosciente, era appena rientrato nella casa di sua proprietà, dove non viveva stabilmente e si recava soltanto di rado, quando avrebbe avvertito un forte odore di gas provenire dalla cucina. Nel tentativo di interrompere l’erogazione avrebbe azionato accidentalmente il sistema di accensione, generando la scintilla che ha innescato la deflagrazione nell’ambiente ormai saturo. Saranno comunque gli accertamenti tecnici a stabilire quanto accaduto.

Il boato è stato avvertito intorno alle 11. In pochi istanti l’abitazione è stata ridotta a un cumulo di macerie, mentre frammenti degli infissi e delle finestre sono stati scagliati fino a cento metri di distanza. Il primo a raggiungere la zona è stato il residente vicino, Paolo Plebani, richiamato dalle grida di aiuto. Nonostante le ferite, il pensionato è riuscito a indicargli dove chiudere il gas, contribuendo a evitare ulteriori rischi.

I Vigili del Fuoco della sede centrale di Ancona e dei distaccamenti di Jesi e Arcevia hanno lavorato per quasi un’ora per raggiungere l’uomo tra le macerie, procedendo con cautela per garantire la sicurezza del ferito Le complesse operazioni hanno permesso di liberarlo e affidarlo al personale sanitario. La permanenza tra polvere e detriti, in presenza di ustioni così estese, potrebbe aver aumentato il rischio di complicazioni.

Ancora scossi i residenti, che hanno comunque voluto sottolineare la rapidità dell’intervento. «I soccorsi sono arrivati in pochissimo tempo, nonostante questa zona non sia facilmente raggiungibile – ha spiegato la madre di Paolo Plebani –, proprio per questo ho consigliato a mio figlio di andare all’incrocio della Provinciale ad aspettarli, perché non c’era un minuto da perdere. Sentire quelle urla di richiesta di aiuto è stato devastante».

Sul posto erano intervenuti anche i Carabinieri della Compagnia di Jesi e della Stazione di Castelplanio, proprio questi ultimi avevano posto sotto sequestro l’intera area nella stessa giornata di domenica.
La macchina dei soccorsi si era attivata rapidamente e sul posto erano arrivati personale del 118, Croce Verde di Cupramontana ed eliambulanza, atterrata nel campo a pochi metri dall’abitazione coinvolta dall’esplosione.
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