Cronaca
Jesi La “Casa di Daniela” apre un altro fronte di scontro
L’Amministrazione comunale: «Lavoro ben fatto e nei tempi», Jesiamo: «Perché non intitolarlo alla benefattrice? E dove sono gli atri soldi della donazione?», Gianfranca Schiavoni, ex presidente di Asp 9: «Gli appartamenti dovevano essere quattro e non tre»
Jesi – «Nessun ritardo, risorse ben destinate, finalità rispettate e un lavoro ben fatto da tutti coloro che vi hanno contribuito (non dimentichiamo gli operatori dei servizi), con visibile soddisfazione dei ragazzi coinvolti, delle loro famiglie e, ne siamo certi, anche di Daniela e del suo adorato Diego», così l’Amministrazione comunale ha risposto ieri con una nota stampa alle polemiche sollevatisi contestualmente all’inaugurazione di sabato scorso, dei tre appartamenti destinati a 12 giovani con disabilità, uno dei quali è situato al piano terra della palazzina delle ex Giuseppine, in Piazza Pergolesi, recentemente ristrutturata e per il quale è stata utilizzata una parte dell’eredità di Daniela Cesarini.
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All’ingresso dell’appartamento la doppia targa: l’insegna dedicata alla benefattrice, “Casa di Daniela” con il verso “Ognuno vada dove vuole andare ognuno invecchi come gli pare ma non raccontare a me cos’è la libertà”, tratto da Quattro stracci, canzone di Francesco Guccini, verso scelto da Daniela per informare in modo postumo della sua decisione del suicidio assistito avvenuto a Basilea il 25 aprile del 2013, all’età di 66 anni.

Sopra questa targa apposta anche l’insegna Friends & Co, nome di fantasia scelto dai 4 ragazzi che abiteranno nell’appartamento.
Un’intitolazione che ha suscitato le rimostranze di Paolo Filonzi che è intervenuto all’inaugurazione, facendosi portavoce della famiglia, insieme ad Enrico – esecutore testamentario – in qualità di cugini, definita «fantasiosa ed esotica», perché avrebbe dovuto chiamarsi La Casa di Daniela e Diego, (Diego Red Piersantelli, figlio di Daniela scomparso a 29 anni qualche mese prima della madre, il 3 gennaio 2013).
Queste erano le sue volontà, ha evidenziato il cugino polemizzando anche sulle tempistiche di attuazione del progetto perché «il complesso delle ex Giuseppine era pronto già da 4 anni. Tutto frenato da polemiche strumentali, problemi miracolosamente risolti senza particolari interventi».

Inevitabili le polemiche, all’indomani dell’inaugurazione, anche da parte dell’opposizione.
«Perché non intitolare la casa famiglia a Daniela Cesarini? – ha evidenziato la civica Jesiamo – L’opera è costata 300mila euro, attinti dal milione di euro totale lasciato in eredità dalla compianta Daniela Cesarini. La struttura, dopo anni di ritardi, era già pronta nel 2022. All’epoca, però, fu ritenuta non idonea dall’attuale Amministrazione comunale, in particolare dalla capogruppo di Jesi in Comune Agnese Santarelli (il Sindaco é suo marito ) che in Consiglio comunale rivendicava una presunta interpretazione delle volontà testamentarie della Cesarini, data la loro vicinanza politica».
«Oggi, dopo quattro anni e senza alcuna modifica sostanziale, quella stessa casa famiglia è diventata improvvisamente idonea. Il tutto con ben poca gratitudine verso chi ha donato le risorse: la struttura non è stata intitolata a Daniela Cesarini ed è stata ribattezzata “Casa friends & Co.”, facendola passare per un progetto finanziato dal Pnrr».

«Viene da chiedersi: dove sono finiti allora i soldi della Cesarini? Nel 2023, ben 700mila euro di quell’eredità sono stati dirottati per completare il quadro economico del San Martino, dove – su input e volontà di Agnese Santarelli e Valeria Melappioni – sarebbe dovuta nascere una vera casa famiglia. Peccato che, ad oggi, non si abbiano notizie sul completamento di quell’opera. Intanto, quei fondi restano bloccati lì, invece di essere utilizzati per l’abbattimento delle barriere architettoniche in città», ha incalzato Jesiamo.
«Con le risorse dell’eredità Cesarini saranno attivati non uno, come inizialmente previsto, ma due appartamenti destinati a persone con disabilità. Una scelta dell’Amministrazione comunale in considerazione delle disponibilità economiche e della possibilità di integrare diverse risorse anche per individuare soluzioni migliorative rispetto alle scelte pregresse», ha risposto l’Amministrazione comenale.
«L’altro appartamento sarà come noto ricavato dal recupero in essere dell’ex complesso San Martino, come più volte evidenziato anche in Consiglio comunale».
«Rispetto ai tempi, si ricorda che dopo molti anni nei quali la volontà di Daniela è rimasta inattuata, solo con l’Amministrazione attuale sono stati risolti i contenziosi nati nel frattempo, che hanno coinvolto la proprietà della chiesa di San Nicolò e la Soprintendenza. Contestualmente è stato aggiornato il contratto di servizio con l’Asp per mettere l’appartamento a sua disposizione ed è stato avviato il percorso di formazione con i ragazzi coinvolti», ha evidenziato il Comune.

Note polemiche sui social anche da parte di Gianfranca Schiavoni ex presidente di Asp Ambito 9, che ha aperto una riflessione sul numero di alloggi messi a disposizioni dei giovani con disabilità:
«Ognuno ha la sua verità. L’alloggio Aurelia Conti non è il lascito di un’ospite della casa di riposo all’Asp? – ha scritto (riferendosi all’appartemanto inaugurato sabato in via Montessori, ricevuto in donazione dall‘Asp, ndr) -. Quindi proprietà di Asp 9, che si sarebbe dovuto aggiungere ai tre che il Comune di Jesi avrebbe dovuto mettere a disposizione per i fondi Pnrr, per cui gli alloggi per le persone disabili non avrebbero dovuto essere 4?».
«Leggo che gli alloggi sono tre, due messi a disposizione dal Comune e uno dall’Asp, a me sembra che il progetto sia stato ridimensionato, che sia stata tolta la possibilità di autonomia abitativa a tre/quattro persone disabili. Se così fosse sicuramente il Sindaco saprà darcene una valida spiegazione».
Non è tardata la risposta del direttore di Asp 9, Franco Pesaresi: «Nessun ridimensionamento del progetto Pnrr. Obiettivo uguale per tutti in Italia pari a 12 persone con disabilità per ogni progetto. L’obiettivo è stato, come sai, pienamente raggiunto. Un bel risultato di cui siamo molto contenti».
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