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Jesi Cup, «la presa in carico è una presa in giro»

Pasquale Liguori, responsabile del Tribunale dei diritti del malato: «Prestazioni anche di due mesi oltre le priorità indicate dal medico se si riesce ad avere l’appuntamento, praticamente una lista di attesa della lista di attesa e recapiti per informazioni che restano senza risposta»

Cup ospedale jesi

Jesi – Mentre l’assessore Calcinaro è impegnato in giro a pubblicizzare i risultati del suo operato per abbattere le liste di attesa, per la verità poco avvertiti dai marchigiani, noi tutti i giorni abbiamo la fila fuori dal nostro ufficio, ma anche tanti messaggi via telefono o mail, di cittadini che si sono recati o hanno telefonato al Cup per prenotare un esame o una visita, ai quali l’operatore ha risposto: «Non c’è posto, ma non si preoccupi, la mettiamo in lista di presa in carico e verrà chiamato quando troveremo la disponibilità del posto».

Così il cittadino, con il suo bel numeretto di presa in carico, va via speranzoso di essere contattato quanto prima. È questa la parola magica del momento, presa in carico, che si traduce in pratica nell’aver inventato una sorta di lista bis, “una lista di attesa della lista di attesa”.

In alcune realtà sanitarie del nostro Paese viene chiamata “lista di galleggiamento”, in quanto il cittadino praticamente galleggia senza mai avere una data per il suo esame e molto spesso si vede costretto a mettere mano alla tasca, per chi può, e pagarsi la prestazione.

Sì, perché la beffa della presa in carico continua anche dopo aver avuto dal Cup quella modulistica in cui sono indicati il numero di presa in carico, il telefono e la mail a cui chiamare per informazioni, perché a quei contatti non risponde mai nessuno.

E allora noi chiediamo all’assessore di mettere mano a questa presa in giro per i cittadini, perché la verità è che con la presa in carico non si garantisce più il rispetto dei tempi di priorità indicati in ricetta, anzi i tempi di attesa si allungano addirittura rispetto a prima, in quanto il cittadino attende fiducioso la chiamata ed evita di ritentare al Cup la ricerca dell’appuntamento.

Da nostre rilevazioni su casi pervenuti, abbiamo verificato che si allungano anche di 30/60 giorni rispetto alla priorità indicata dal medico nella prescrizione e questo, ovviamente, solo quando l’appuntamento riesce ad averlo.

Pasquale Liguorireponsabile Tdm di Jesi

(foto in primo piano, la sala Cup al “Carlo Urbani” di Jesi)

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