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Bassa Vallesina

CHIARAVALLE / Carabinieri alle Poste per sedare le polemiche

I militari sono stati chiamati da un’operatrice dell’ufficio postale dopo un diverbio con diversi clienti che sostavano da tempo all’esterno 

CHIARAVALLE, 17 dicembre 2020 – Arrivano i Carabinieri all’ufficio postale di Chiaravalle.

Ieri nel tardo pomeriggio chi era in viale Montessori e in prossimità dell’ufficio postale ha assistito ad una scena inusuale e in qualche modo preoccupante.

Una lunga fila di persone, almeno una venticinquina, attendeva di poter entrare alle Poste, dove all’interno non potevano accedere più di cinque clienti contemporaneamente. Diverse persone erano in attesa di entrare da quasi un’ora e avevano preso il numero per fare la fila agli sportelli ed erano poi uscite per attendere il loro turno in viale Montessori, davanti all’ufficio, la cui chiusura è prevista per le 19.05, orario in cui si disattiva anche il totem che distribuisce elettronicamente i numeri di entrata.

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A quell’ora una solerte operatrice si è presentata ai clienti che attendevano all’esterno della struttura annunciando che di lì a qualche minuto l’ufficio avrebbe chiuso i battenti e i clienti sarebbero dovuti tornare oggi. Ne è seguita una polemica aspra tra le persone che erano in fila all’esterno e anche alcuni all’interno dell’ufficio e parte del personale.

I Carabinieri controllano generalità e documenti all’interno dell’ufficio postale di Chiaravalle

I clienti volevano che almeno per i possessori dei numeri di entrata ci fosse la possibilità di essere serviti e di pagare i bollettini, evidenziando anche il numero limitato di sportelli aperti, mentre gli addetti sostenevano che l’orario doveva essere rispettato.

Sono volate parole grosse e offese, con tanto di minacce di denunce e querele tanto che un’operatrice che si trovava allo sportello dell’ufficio ha telefonato ai Carabinieri. 

In pochi minuti i militari della stazione di Chiaravalle sono entrati e hanno registrato le generalità dei presenti, facendo sgombrare l’edificio. Alcuni clienti hanno preannunciato denunce e querele per abbandono di servizio pubblico mentre il direttore dell’ufficio postale, Claudio Conti, ormai prossimo alla pensione, vuol fare alcune precisazioni.

«Alcuni chiaravallesi – dice Conti – non hanno ancora capito che il numero che si preleva al totem interno è per chi è già dentro l’ufficio, non per gli esterni. Alcuni entrano, prendono il ticket col numero, poi escono, magari vanno pure a far compere e a fare una passeggiata e pretendono poi di entrare a pagare bollettini e spedire raccomandate o pacchi. Il concetto è sbagliato e fuorviante: dentro l’ufficio possono sostare poche persone, 17 tra addetti, operatori e clienti e solo 5 possono attendere il loro turno all’interno della struttura».

L’ingresso dell’ufficio postale

«Quello che accade all’esterno non dipende da noi perché è una questione di ordine pubblico. Ecco spiegato perché sono stati correttamente chiamati i Carabinieri da una nostra operatrice. Abbiamo chiesto anche aiuto alla Protezione Civile per regolarizzare le code ma ci è stato risposto che i militi e i volontari sono impegnati nel garantire la sicurezza pubblica. Ieri è probabile che si sia formata una fila più consistente di persone perché era l’ultimo giorno utile per pagare l’Imu, alcuni volevano anche saldare la rata della Tari. In ogni caso il problema sta all’origine: i chiaravallesi devono capire che non possono prendere il numero dall’esterno, prima entrano in ufficio e poi prelevano il ticket e attendono il loro turno: così sarà possibile servirli senza intoppi e polemiche».

Gianluca Fenucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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