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Conto corrente: le soluzioni migliori per difendersi dagli aumenti dei costi

Salasso conto corrente: quali sono le soluzioni migliori per difendersi dagli aumenti dei costi?

Uno strumento finanziario, più di altri, risulta di largo utilizzo nella vasta platea dei risparmiatori: il conto corrente. Esso, infatti, rappresenta, oggigiorno, uno strumento imprescindibile per poter mantenere un adeguato e confortevole tenore di vita. Senza un conto corrente, ad esempio, sarebbe impossibile disporre di un bancomat o di una carta di credito, i due strumenti elettronici per eccellenza nel mondo bancario, che consentono il ritiro del contante o il pagamento negli esercizi commerciali o tramite l’e-commerce, formula virtuale che risulta, oramai, la prediletta degli utenti di tutto il mondo.

Banche online: come viene percepito il servizio di assistenza?

Negli ultimi ventiquattro mesi, però, questo strumento di risparmio è salito agli onori della ribalta per motivi poco lieti ai cittadini: l’aumento dei canoni e delle spese di tenuta. Una situazione che, purtroppo, ha riguardato tutti gli utenti bancari, soprattutto quelli delle banche “fisiche”. E gli aumenti, spesso, sono stati particolarmente sostanziosi, in alcuni casi addirittura del 200% rispetto a soli due anni fa. Un salasso mal digerito dai risparmiatori, al punto che molti di loro sono alla costante ricerca di un conto corrente comodo e conveniente, in grado di soddisfare appieno le proprie esigenze. Un conto corrente che permette di gestire al meglio i propri risparmi è il conto di Banca Fineco. Un conto corrente che si può gestire online e che sicuramente merita di essere preso in considerazione. D’altro canto, le banche online risultano, a tutt’oggi, decisamente più convenienti di quelle presenti fisicamente sul territorio.

E negli ultimi vent’anni, l’utenza bancaria “virtuale” è cresciuta cospicuamente, grazie all’estrema convenienza e, a differenza di quanto pensano taluni soggetti, l’estrema efficienza nell’assistenza alla clientela. L’assistenza remota, talvolta, viene utilizzata come pretesto per evitare l’apertura di un conto corrente online. Il bisogno del “contatto umano” è certamente più che legittimo. E chi decide, nonostante la palese poca convenienza, di aprire o mantenere un conto corrente allo sportello non è certo da condannare: ogni individuo, giustamente, cerca di operare nel modo che ritiene più consono alle proprie esigenze. Tuttavia, gli utenti che hanno optato per un conto online, nel 90% dei casi non tornano sui propri passi. Ed oltre all’aspetto economico, un’indagine di mercato ha dimostrato che la fidelizzazione degli utenti bancari virtuali avviene grazie anche un servizio assistenza particolarmente efficace.

Conti correnti: perché sono lievitati i costi?

In molti si domandano “perché” il costo dei conti correnti sia lievitato così corposamente negli ultimi ventiquattro mesi. Le spiegazioni fornite dagli istituti di credito, specie i grandi player del settore, si possono racchiudere in due principali motivazioni. Innanzitutto, il sistema bancario, onde evitare di trascinare l’intero sistema economico italiano sull’orlo del baratro, si è fatto carico – al pari dello Stato – del salvataggio di alcuni istituti di credito in difficoltà mediante l’utilizzo del cosiddetto “Fondo Atlante”, al quale partecipano tutte le banche italiane in proporzione alle dimensioni di ciascuna. Non è casuale, in tal senso, che i principali istituti di credito nazionali siano quelli che, conti alla mano, hanno applicato per primi dei considerevoli aumenti alle spese di tenuta conto dei propri clienti.

Un’altra motivazione, invece, riguarda le politiche monetarie attuate dalla Banca Centrale Europea nell’ultimo quinquennio. L’istituto di Francoforte, infatti, ha messo in pista alcune misure “anticonvenzionali” col chiaro intento di sostenere e rilanciare la zoppicante economia del Vecchio Continente. Da qui la decisione di tagliare il tasso ufficiale di sconto portandolo in area negativa, oggi – alla luce dell’ultimo taglio effettuato lo scorso novembre – addirittura al -0,50%. In parole povere, i soldi depositati dai cittadini sui conti correnti rappresentano, di fatto, un costo per gli istituti di credito, che, in Italia come negli altri paesi dell’area €uro, non hanno esitato nel trasferirlo sulle tasche dei propri clienti.

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