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EMERGENZA / Jesi, scuola primaria: potenzialità e limiti della didattica a distanza

compiti bambini

L’importanza di non perdere i contatti anche con le famiglie che però non tutte posseggono mezzi tecnologici adeguati

JESI, 1 aprile 2020Videochiamate, videolezioni, didattica a distanza: le scuole di ogni ordine e grado stanno affrontando l’emergenza sanitaria con i mezzi della tecnologia.

Miss Dita è il modo trovato dall’insegnante Sara Trillini per fare lezione a distanza

I docenti cercano di mantenere contatti con le famiglie e con gli studenti sfruttando piattaforme destinate alla didattica e inventandosi modi per fare sentire meno, soprattutto ai più piccoli, il cambiamento. Sara Trillini, insegnante jesina della scuola primaria, è docente di matematica e scienze a Borghetto di Monte San Vito.

«L’abilità degli insegnanti con la tecnologia li rende più o meno disponibili in questo momento – spiega . Tutti stanno facendo il meglio per non perdere i contatti con bambini, bambine e le loro famiglie. Io, seguendo una prima elementare, ho privilegiato i video e ho realizzato una marionetta, Miss Dita, che mi ha aiutato a superare l’ibarazzo iniziale e permettere agli alunni di seguire i lavori da svolgere in maniera stimolante».

La didattica a distanza è l’unica strada in questo momento, certo con le conseguenti difficoltà legate alle abilità tecnologiche di ciascun docente e al possesso da parte delle famiglie di mezzi adeguati

 

«La molla che fa scattare l’apprendimento è l’emozione. Ecco il limite più grande della didattica a distanza: il contatto attraverso uno schermo non riuscirà mai a sostituire la capacità di emozionare che si genera con il contatto reale. Quello che adesso conta è far sentire la nostra presenza».

Se all’inizio la chiusura delle scuole è stata presa, comprensibilmente, come una vacanza, successivamente si è capito che lo stop sarebbe stato prolungato.

«Quando è stato chiaro che le scuole sarebbero state chiuse per un periodo di tempo lungo, si è dovuto trovare un modo per coprire la distanza. Penso che questo stop forzato non avrà conseguenze negative sull’apprendimento, in futuro non mancherà tempo per recuperare».

Tra chi ha a disposizione diversi strumenti per connettersi alla rete e chi invece segue le lezioni dal cellulare dei gentiori, il divario è enorme.

«Ci sono bambini che seguono le attività dal cellulare dei genitori o perché non ci sono strumenti sufficienti o perché alcuni adulti lavorano a distanza e si servono del pc: per le famiglie non è un momento facile. Proprio per consetire ai genitori di gestire le attività, realizzo settimanalmente un piano con le attività che saranno svolte».

Maestre e maestri de La Giraffa

La modalità video è quella seguita dalla Scuola Federico II di Jesi che, con un pizzico di creatività, prerogativa dell’istituto scolatico a indirizzo musicale di piazzale San Savino, ha lanciato un messaggio a studenti e studentesse: la musica ci tiene uniti. Una forma di didattica a distanza che permette di seguire lo studio di ragazzi e ragazze ma anche di percepire il loro stato d’animo.

L’Istituto comprensivo Federico II, con la collaborazione di maestre e maestri della scuola dell’infanzia “La Giraffa” ha girato un altro video; anche in questo caso il messaggio è chiaro ed è rivolto ai bambini: «Ci mancate!!».

Altro aspetto importante della didattica è quello svolto dalle insegnanti di sostegno.

«Partecipiamo alle classi virtuali con gli altri compagni – spiega Silvia Gagliardini docente di scuola primaria che si occupa di sostegno – e facciamo aule virtuali a gruppi meno numerosi per cercare di seguire e andare di pari passo con quello che viene fatto in classe, chiaramente ognuno con i suoi obiettivi. Il sostegno, in particolare, si basa molto sulla relazione, anche per questo, a maggior ragione, è importante non perdere il contatto con i bambini».

Mezzi tecnologici alla mano, i docenti si sono rimboccati le maniche al netto del divario tecnologico tra famiglie.

«Ci sono realtà che hanno a disposizone strumenti per la didattica a distanza e chi ha un cellulare a disposizione per più figli: questo divario è emerso palesemente in questo momento».

Eleonora Dottori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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