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FABRIANO Elica, i lavoratori presidiano le fabbriche

Il commento del presidente della regione Marche Acquaroli: «Viva preoccupazione per la riorganizzazione»

FABRIANO, 1 aprile 2021Cinque giorni (a partire da questa mattina) di presidio dei lavoratori davanti alle fabbriche di Cerreto D’Esi e Mergo. Questa una delle prime reazioni dopo l’annuncio del nuovo piano industriale di Elica che porterà ad una riduzione dei volumi produttivi (da 1.400.000 a meno di 400.000), chiusura di reparti a Mergo la chiusura dello stabilimento di Cerreto D’Esi, trasferimento di linee produttive a maggiore in Polonia e 409 (su 560) esuberi.

Un piano che Elica definisce «Scelta necessaria per continuità aziendale» vista la compromessa la competitività sul mercato dei prodotti del gruppo e quindi la sopravvivenza dello stesso. (leggi l’articolo)

Preoccupazione e sconcerto: queste le prime reazioni della politica locale appena appreso il nuovo piano industriale 2021/23 di Elica.

Il presidente della regione Marche Acquaroli ha così commentato: «Viva preoccupazione per la riorganizzazione. Temiamo un forte impatto negativo sul piano occupazionale e sociale per la nostra regione. La Giunta Regionale convocherà immediatamente un incontro con l’azienda e le parti sociali per scongiurare le conseguenze negative per il territorio».

Per il sindaco di Cerreto D’Esi un piano “Sconcertante”, che impone l’immediata istituzione di un tavolo regionale. «Apprendiamo con sconcerto la comunicazione del nuovo assetto organizzativo di Elica – scrive su Facebook il primo cittadino – un piano che prevede la delocalizzazione del 70% della produzione, la chiusura totale del sito di Cerreto d’Esi e di interi reparti a Mergo, con il contestuale esubero di 400 persone. Vogliamo ricordare che lo stabilimento di Cerreto d’Esi occupa, attualmente, circa 100 persone. Esprimiamo la totale solidarietà a questi lavoratori e alle loro famiglie. Ci uniremo alla battaglia sindacale che scaturirà da questa decisione, che riteniamo totalmente dannosa per Cerreto e per tutta l’area montana».

Decisamente più duro Gabriele Santarelli che parla di “Macelleria sociale”. Questo non è un piano strategico, perché 409 esuberi su 560 totali significa smantellare e non riorganizzare. Ho assistito diverse volte alle cene organizzate a fine anno dal Presidente Casoli dove venivano esaltate le maestranze parlando di famiglia. Ha sempre parlato così ai suoi dipendenti ma si sa, le parole, soprattutto vuote, le porta via il vento. Una beffa doppia se si considerano i sacrifici che gli operai sono stati disposti a sopportare negli ultimi anni pur di avere il lavoro garantito, andando incontro alle esigenze dell’azienda.

Convocata dal primo cittadino fabrianese una videoconferenza con i sindacati e i sindaci dell’Ambito per “Alzare il livello di attenzione e preparare il territorio a unirsi per affrontare insieme questo ennesimo furto con le armi che avremo a disposizione”.

(Redazione)

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