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Attualità

JESI / Avis Vallesina: «Procedure sicure per donazione plasma e sangue»

In zona arancione i donatori possono spostarsi per effettuare esami e prelievi, dai Comuni limitrofi a Jesi serve l’autocertificazione

JESI, 16 novembre 2020 – Con l’aumentare dei contagi da Covid-19 anche al Centro Trasfusionale c’è un certo rallentamento degli accessi dei donatori di sangue e plasma.

Le Avis della Zonale 5 della Vallesina vogliono rassicurare che le procedure messe in atto subito dopo l’inizio della pandemia dal personale medico, infermieristico e ausiliario, si sono rilevate assolutamente sicure.

Anzi, nel corso dei mesi si è provveduto a inserire accorgimenti per aumentare ancora di più i percorsi sicuri e affidabili compresi quelli che portano negli ambulatori di Cardiologia dove si effettuano gli elettrocardiogrammi.

giallo plasma avis

«Invitiamo i donatori a prendere appuntamento per donare sangue o plasma, in modo da soddisfare la carenza che c’è tuttora all’interno della regione Marche e assicurare l’impegno preso con altri ospedali al dì fuori delle Marche in modo da garantire l’autosufficienza nazionale», spiegano le Avis della Vallesina, che forniscono informazioni più precise in merito alla donazione di plasma iperimmune rivolgendosi a tutta la popolazione per aderire al progetto Tsunami, per trattare pazienti malati di Covid-19 attualmente ricoverati.

Cos’è il plasma iperimmune?

Il plasma iperimmune è il plasma dei pazienti che sono guariti dal Covid-19. Si chiama così per via degli anticorpi sviluppati durante il periodo di contagio del virus.

Chi può aderire alla sperimentazione?

Il plasma iperimmune può essere donato solo da: donatori Avis (18-65 anni) o cittadini (18-60 anni) guariti dal Covid-19, diagnosi confermata di Covid-19, buone condizioni generali di salute psico-fisica, presenza di due tamponi nasofaringei negativi (se il donatore è un convalescente guarito con un precedente tampone positivo) ad almeno 14 giorni dal secondo tampone nasofaringeo negativo, soggetto senza precedente diagnosi virologica ma con test sierologico positivo per IgG e presenza di un tampone nasofaringeo negativo ad almeno 14 giorni da eventuali precedenti sintomi.  Coloro che hanno un alto “titolo anticorpale”, ovvero un livello elevato di anticorpi speciali utili a debellare il Covid-19, donne “nulligravide”, cioè che non sono mai state in gravidanza, che non significa solo avere avuto figli ma non essere mai state incinte.

«L’utilizzo del plasma per il trattamento delle persone affette da Covid-19 sta dando risultati incoraggianti – si sottolinea -. Tuttavia i criteri di selezione dei donatori sono molto stringenti. Inoltre, con il plasma prelevato si somministrano anche sostanze non necessarie per il trattamento di determinate patologie. Al momento l’obiettivo è quello di ricavare dal plasma dei pazienti guariti da Covid-19 le immunoglobuline ovvero farmaci plasma-derivati ricchi di anticorpi. Per raggiungere questo risultato, però, occorrono mesi di ricerca. Gli eventuali donatori di sangue guariti e che intendono sottoporsi alla donazione di plasma devono contattare la propria Avis di appartenenza o chiamare il Centro Trasfusionale di riferimento che illustrerà l’iter per la donazione di plasma iperimmune».

Nel caso di paziente guarito ma non donatore, questi dovranno contattare direttamente il Centro Trasfusionale del proprio territorio per iniziare l’iter per diventare nuovo donatore di sangue prima e/o plasma.

Con l’entrata in vigore della Zona Arancione nelle Marche i donatori possono muoversi per andare a donare, fare le analisi annuali e l’elettrocardiogramma. Se provengono da altro Comune sull’autocertificazione devono indicare l’orario della prenotazione per la donazione, esami annuali e Ecg.

(redazione)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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