Cronaca
Jesi Cede muro di sostegno ad Ascoli, sepolta auto di una giovane infermiera jesina
La Citroën C3 Picasso di Emma Ceciliani, 26 anni, in servizio all’ospedale “Mazzoni” è rimasta sotto detriti e terra, «uno scenario tremendo», la madre Barbara: «La cosa più importante è che lei stia bene»
Jesi – Ad Ascoli, nella mattinata di mercoledì, intorno alle 8, le abbondanti piogge hanno provocato il cedimento improvviso di un muro di contenimento.
Travolte due auto in sosta, in quel momento con nessuno all’interno, in Piazza Cecco d’Ascoli, nella zona di Porta Romana, accanto alla chiesa del Ss Crocifisso e una di queste, una Citroën C3 Picasso bianca, in uso a Emma Ceciliani, 26 anni, di Jesi, infermiera all’ospedale “Mazzoni“.
L’auto è stata completamente sommersa dalla massa di terra e detriti che le si sono riversati sopra.
«Quando sono arrivata sul posto mi sono trovata davanti uno scenario tremendo – racconta la giovane infermiera jesina –. L’auto era sepolta. Adesso il problema più grande è che io lavoro in ospedale, faccio i turni e sono rimasta senza mezzo per spostarmi».

Emma, che vive da sola ad Ascoli, è stata avvisata dopo che la mamma Barbara, intestataria della vettura e residente a Jesi, era stata contattata per prima.
«Mi ha chiamato la Polizia Locale di Jesi chiedendomi se la mia macchina potesse trovarsi ad Ascoli – spiega Barbara –. Ho risposto di sì, perché lì vive mia figlia. A quel punto l’ho avvisata dicendole di andare a controllare».

Nel racconto della famiglia resta soprattutto il sollievo per un accadimento nel quale, a parte i danni subiti, non ci sono state conseguenze peggiori.
«La fortuna è stata che mercoledì Emma non lavorava – spiega la madre –. Se fosse uscita per andare in ospedale, non sappiamo davvero cosa sarebbe potuto accadere. Le immagini sono molto forti e fanno capire bene le dimensioni del crollo».
La vicenda, però, apre ora anche un problema pratico, non secondario. Emma si è laureata in Infermieristica nel 2022 e da circa un anno e mezzo lavora ad Ascoli. Senza auto, raggiungere il posto di lavoro diventa complicato, soprattutto con orari ospedalieri spesso difficili da conciliare con i mezzi pubblici.
«L’assicurazione le ha dato una vettura sostitutiva per una settimana – aggiunge Barbara –, ma è chiaro che il problema non si esaurisce lì. Lei è sola ad Ascoli e la macchina, per chi lavora sui turni, è indispensabile».
A rendere ancora più amaro l’episodio c’è anche un dettaglio legato proprio alla sosta. La giovane aveva parcheggiato l’auto la sera prima fuori dalla zona di casa perché, pur vivendo in affitto in città, non essendo residente non può usufruire dell’accesso Ztl necessario per lasciarla nel cortile dell’abitazione.
«Vai a dormire sapendo dove hai lasciato la macchina e la mattina dopo non c’è più nulla», sintetizza la madre.
Resta un danno pesante da affrontare, tra pratiche assicurative e difficoltà quotidiane, ma anche la consapevolezza che poteva andare molto peggio.
«La cosa più importante – conclude Barbara – è che mia figlia stia bene. Poi si penserà a tutto il resto…».
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