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Cronaca

Jesi Commemorato l’eccidio di Montecappone, sette giovani trucidati il 20 giugno 1944

Rastrellati in via Roma dai nazifascisti e trattenuti perché indicati come partigiani, sottoposti a violenze e infine fucilati, il sindaco Lorenzo Fiordelmondo: «Il futuro che quei ragazzi non hanno potuto vivere è il presente che vogliamo difendere»

Jesi – Avevano fra i 18 e i 25 anni e davanti a loro una vita ancora tutta da costruire. Nel pomeriggio di ieri, sabato 20 giugno, davanti al cippo di Montecappone, ricordati gli 82 anni trascorsi dall’uccisione di Armando e Luigi Angeloni, Francesco Cecchi, Alfredo Santinelli, Mario Saveri, Vincenzo Carbone e Calogero Grasceffo.

La cerimonia, promossa dall’Amministrazione comunale e dal Comitato cittadino per la difesa delle istituzioni democratiche, si è aperta sulle note della tromba di David Uncini. Presenti autorità civili e militari, associazioni combattentistiche e d’arma, familiari delle vittime e cittadini.

La sera del 20 giugno 1944 i sette ragazzi furono rastrellati in via Roma dai nazifascisti nsieme a una ventina di coetanei. Condotti in un casolare di Montecappone vennero trattenuti perché indicati come partigiani, sottoposti a violenze e infine fucilati. I loro corpi furono ritrovati dai familiari due giorni dopo, all’interno di un fossato.

«Erano giovanissimi e avevano il futuro davanti, ma avevano capito che quel futuro era stato loro negato e decisero di reagire – ha ricordato il sindaco Lorenzo Fiordelmondo –. Anche grazie a loro oggi viviamo in una repubblica democratica e libera».

«Il futuro che quei ragazzi non hanno potuto vivere è il presente che noi vogliamo difendere», ha aggiunto.

Durante la commemorazione è stato ricordato anche Alfredo Mazzarini, recentemente scomparso, per il suo impegno politico e civile e per le battaglie condotte a favore della comunità.

A prendere la parola è stato anche l’ex sindaco Vittorio Massaccesi, 97anni, da sempre presente alla commemorazione.

«Qui ricordiamo ragazzi ai quali dobbiamo la libertà e il sistema democratico in cui viviamo – ha affermato –. Chi ha la responsabilità di guidare una città deve avere sempre presente il valore della libertà, della democrazia e del rispetto di ogni cittadino».

L’orazione ufficiale è stata affidata a Laura Santoni, che ha ricostruito le ore del rastrellamento, delle torture e dell’uccisione, ricordando i sogni e le speranze spezzate delle sette ragazzi.

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