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Attualità

JESI/ DISABILITÀ: LE ASSOCIAZIONI SCRIVONO AL MINISTERO DELLA SALUTE

Una lettera indirizzata a Giulia Grillo e al Ministero per segnalare la grave situazione del Distretto di Jesi

JESI, 11 agosto 2019 – Le associazioni che si occupano di disablità, Grusol e il Mosaico, scrivono al Ministero della Salute. Una lettera che segue la richiesta di intervento del Garante dei diritti della Regione Marche alla luce della carenza di personale nelle Unità Multidisciplinari disabilità del Distretto di Jesi (leggi l’articolo).

«Non ci sono parole per commentare l’inqualificabile silenzio di regione Marche ed Asur nelle sue articolazioni territoriali (Area Vasta 2 di Ancona e Distretto di Jesi) riguardo la situazione in cui versano le Unità multidisciplinari disabilità (età evolutiva e adulti) – fanno sapere le associazioni – Abbiamo chiesto al Ministero della Salute di verificare se viene rispettata la normativa sui livelli essenziali di assistenza in tema di valutazione e presa in carico. Una funzione obbligatoria che deve essere assicurata dai servizi sanitari». Sulla questione aveva espresso preoccupazione anche l’Anfass di Jesi (leggi l’articolo)

Su una popolazione di 100mila abitanti del territorio coperto dal Distretto jesino, sono circa 450 le persone con disabilità dell’Ambito territoriale sociale 9. «Fruiscono di servizi (assistenza scolastica, educativa, domiciliare, inserimenti lavorativi, centri diurni, residenzialità) per le quali la funzione delle Unità multidisciplinari è obbligatoria – proseguono le associazioni nella lettera indirizzata a Giulia Grillo – A queste si aggiungono, a prescindere dalla fruizione di servizi, altre persone con disabilità che si rivolgono alle Unità Multidisciplinari per i compiti ad esse assegnate (informazione, prevenzione, valutazione, ecc …)». Per quanto riguarda il personale ad oggi, per l’età evolutiva, le associazioni denunciano la presenza di una sola assistente sociale, appena tornata dalla maternità e mai sostituita, due psicologhe in via di pensionamento e la mancanza di un neuropsichiatra. Per l’età adulta la situazione non è migliore: vi è una sola psicologa poiché non è stato sostituito il pensionamento dello scorso anno, due assistenti sociali e per alcune ore settimanali, fisiatra e neurologo con contratto scaduto primi luglio, in fase di rinnovo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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