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Eventi & Cultura

JESI / Farmacia Fatebenefratelli e le “Giornate Fai d’Autunno”

Un’anteprima molto interessante si è svolta a Palazzo Bisaccioni prima delle visite in programma alla storica struttura

JESI, 18 ottobre 2020 – Le Giornate Fai d’Autunno stanno aprendo le porte della storica farmacia dell’ex ospedale Fatebenefratelli, lungo Corso Matteotti. Nell’attesa le volontarie del Fondo Ambiente Italiano hanno offerto giovedì scorso un’interessante anteprima a Palazzo Bisaccioni.

Marta Amata, capogruppo dei volontari Fai Jesi e Vallesina, ha aperto la presentazione illustrando la Convenzione di Faro, fortemente voluta dal ministro Franceschini recentemente ratificata dal Parlamento.

Sottoscritta da 20 Paesi del Consiglio d’Europa, la convenzione riconosce la cultura come un diritto dei cittadini, e il volontariato come un perno fondamentale della società.

«Una rivoluzione copernicana della cultura – ha detto la volontaria -, che con la sua eredità sconfina dalle nazioni e che dev’essere salvaguardata e trasmessa di generazione in generazione. Nei momenti di crisi ogni singola persona e ogni volontario sono importanti».

Quindi il turno di Marina Giorgetti, farmacista che ha avuto il privilegio di lavorare nella Fatebenefratelli dal 1986 al 2009.

Inserita nella classifica Fai dei Luoghi del Cuore, la farmacia sarà visitabile durante le Giornate Fai d’Autunno nei giorni di ieri e oggi, quindi la prossima settimana il 24-25 ottobre. Nell’occasione il personale medico e infermieristico riceverà una tessera Fai gratuita valida un anno, e con 10 euro potrà avere la tessera di coppia.

Marina Giorgetti

«È veramente un luogo del cuore per me – ha detto Marina Giorgetti, che ne ha ripercorso la storia supportata da un documentario di Geniale Olivieri -. La sua prima pietra è stata posta il 9 aprile 1743, nell’allora lazzaretto, dove i poveri andavano a morire ricevendo sostegno religioso. Il locale divenne un ospedale quando l’ordine dei Fatebenefratelli, che studiavano Medicina a Padova, ebbe l’idea di offrire ai bisognosi anche un supporto medico».

L’ospedale aveva al suo interno anche una chiesa, e nel cortile un orto in cui si coltivavano le erbe che servovano per i farmaci.

L’interno della storica farmacia

Il farmacista, allora detto speziale, preparava curiosi medicinali: ad esempio, la polvere di cranio umano di uomini morti in risse o in guerra era utilizzata come anti epilettico. Rudimentali pillole, dette trocisci, erano realizzate con carne di vipera con oppio, pan grattato, alloro e altre spezie, somministrate come antidoto o contro febbre e tosse.

I malati erano divisi per genere e per malattia, e c’era anche una stanza a parte per gli infettivi, un’innovazione per quei tempi. Tante le curiosità nella farmacia: alcune paraste, ad esempio, si aprono con il cosiddetto segreto, un pulsante invisibile che attiva un meccanismo a molla ancora funzionante. Nei locali c’erano anche le cassette per contenere le vipere, catturate nelle prime settimane dopo il risveglio dal letargo.

Augusta Vecchi ha concluso la presentazione illustrando i tipi di vasi della farmacia, ora conservati in Pinacoteca.

Ogni farmacia aveva la sua collezione di vasi, quella di Jesi è in ceramica. L’albarello deriva da modelli ispanico-iberici, i barattoli servivano per le pillole, poi c’erano bottiglie, versatoi, vasi biansati a scopo puramente decorativo. I vasi presentavano lo scudo araldico dell’ospedale e la croce sul melograno, simbolo della confraternita. Un cartiglio ne illustrava il contenuto.

La farmacia Fatebenefratelli attende i suoi visitatori nelle Giornate Fai d’Autunno di oggi e del 24 e 25 ottobre.

Gli ingressi sono contingentati.

Elisa Ortolani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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