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JESI / “LA MOGLIE DI MIO PADRE”: L’ESORDIO DI FRANCO DURANTI

Nel primo romanzo, ambientanto ad Ancona, la ricerca della verità contro le bugie della società: la presentazione a Palazzo Bisaccioni

JESI, 28 ottobre 2019 – Non è mica facile raccontare “La moglie di mio padre”, libro scritto da Franco Duranti, Seri Editore, senza cadere nella tentazione di andare oltre il confine che l’immaginazione, e non solo, propone lenta e inesorabile prima, incalzante poi, pagina dopo pagina.

Vi propongo la sinossi, breve, che trovate in quarta di copertina. Essenziale ma non definitiva.

Recita così: «In una Ancona assolata e annoiata, la vita del giovane liceale Lorenzo, di quasi diciotto anni, viene sconvolta da un incontro inusuale con una donna matura. Presto la prospettiva inverosimile di un desiderio giovanile, si trasforma nella realtà di un innamoramento con tutte le conseguenze del caso. Agnese, donna in carriera di quasi quarant’anni, si presenta come un ricordo lontano e sarà il filo conduttore dell’intera famiglia».

«Con la sua esuberanza e la sua determinazione, condurrà Lorenzo in un gioco di passione che via via diventerà sempre più intenso e devastante. Infine sarà di crescita e di maturazione. La vicenda, intanto che si sviluppa, si trasforma in una segreta ipocrisia familiare, fino alla fuga di Agnese che, forse, pur essendosi innamorata di Lorenzo, prenderà coscienza del loro rapporto atipico e sparirà dalla sua vita».

L’esistenza del giovane Lorenzo è messa a dura prova anche dall’improvvisa perdita della madre ma, con l’aiuto della sua fidanzata Federica, terminerà il liceo e i due giovani inizieranno una nuova vita accademica a Bologna. Ma, se le tre varianti di questa storia possiedono un’autonomia apparentemente temporale, è nell’epilogo che i margini si confondono trasformando la probabilità in un dubbio che si fa sigillo inconscio».

Eccoci arrivati subitissimo al punctum dolens: tutti quelli che erano nella bellissima sala di Palazzo Bisaccioni della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, attendevano dai relatori e dai musicisti, complici straordinari di un evento che aveva la scaletta di un “Aspettando Godot” che non arrivava mai, la rivelazione finale.

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Franco Duranti, Claudio Durpetti, Giovanni Filosa, Leonardo Bolognini, Claudio Fratesi

E no, la storia di Lorenzo, Agnese (so per certo che qualcuno se l’è pure sognata…), Federica la ragazza, Clara la madre, Giorgio il padre, Fabio l’amico e, a far da scenografia, Ancona e il suo mare, Bologna e i suoi portici, merita un filino (come dicono le ex signorine snob davanti ad uno spritz) di suspence.

Ma non perché sia un giallo, anche se di quel magnifico tipo di narrativa conserva il taglio, l’obiettivo, che è la ricerca della verità contro le bugie della società.

Non solo, ma anche l’altra verità, quella che meritano tutti i cuori frantumati in mille pezzi.

Ha aperto l’editore Alessandro Seri, poi la presentazione ha visto domande e risposte dell’autore, che ha anche letto tre brani “cardine” della storia, i musicisti Leonardo Bolognini al sax e Claudio Durpetti alla chitarra hanno scandito i tempi con dei brani illuminanti (dai Dire Straits a Charlie Parker, mica bruscolini), eseguiti con grande coinvolgimento, oltre alla professionalità e bravura.

Lo psicologo e psicoterapeuta Claudio Fratesi ha elaborato il racconto e approfondito l’anima, i sentimenti e il carattere dei personaggi dal punto di vista interiore e metafisico, e alla fine una presentazione ha assunto la struttura di un evento dal quale era difficile distaccarsi o restare non coinvolti.

Il ragazzo si farà, diceva De Gregori, e anche se Duranti non è più un ragazzo, credo che correrà dietro alla sua scrittura lineare, leggera quando serve e intuitiva, finché avrà ardore e forza nel corpo e nella mente, come Nino col suo pallone.

Giovanni Filosa

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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