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Jesi L’edicola profanata, «segnali preoccupanti, occorre tenere alta l’attenzione»

La condanna del Sindaco per lo sfregio con simbologia satanica arrecato alla maiolica con le figure della Madonna e di Gesù, sopralluogo dei Carabinieri

Jesi – «Un episodio increscioso che non appartiene alla nostra comunità. Segnali preoccupanti di un momento storico in cui occorre tenere alta l’attenzione», le parole del sindaco Lorenzo Fiordelmondo che condanna l’atto sacrilego ai danni dell’edicola votiva situata all’intersezione tra via Paradiso e viale Martin Luther King, all’altezza della rotatoria, nei pressi del Palasport.

Jesi Simboli satanici e svastica, profanata l’immagine della Madonna

Un gesto che ha suscitato, rabbia e sconforto tra i cittadini, e del quale la parrocchia di San Francesco d’Assisi, dove l’edicola ricade, non ne era a conoscenza. Sul posto per un sopralluogo si è recata ieri una pattuglia dei Carabinieri della Compagnia di Jesi. 

L’immagine sacra, una maiolica di Franco Rumori, noto ceramista jesino, di cui ricorre quest’anno il 25mo della morte, è stata deturpata, come avevamo descritto ieri, con simboli satanici, una croce rovesciata, una svastica sulle figure della Madonna e di Gesù deposto dalla croce.

Il residente che ci aveva inoltrato la segnalazione aveva espresso tutta la sua indignazione sottolineando che quello «è un luogo caro a tutti, credenti e non. Questo spazio rappresenta un punto di riferimento per molti jesini, che vi transitano quotidianamente e spesso si fermano per un momento di raccoglimento».

Andando a ritroso di neanche un mese, nel periodo natalizio, anche il presepe nella piazza di Monsano era stato vandalizzato, alimentando una riflessione più ampia sulla necessità di tutelare i simboli e i luoghi di aggregazione.   

Dietro tali atti si cela un problema più profondo di degrado morale e mancanza di rispetto per il patrimonio collettivo, e come a suo tempo aveva sottolineato Federico Rango parroco di Monsano, «l’unica speranza è che le famiglie, accorgendosi eventualmente della responsabilità dei figli, mettano in atto sistemi educativi e non semplicemente perdonativi», affermando anche il bisogno nell’eventualità che vengano trovati i responsabili, di non  minimizzare l’accaduto. Parole quelle del parroco, che possono essere ricondotte anche a quest’ultimo atto sconsiderato.

Non resta che attendere che venga al più presto ripristinata l’immagine sacra deturpata per restituirla alla devozione della gente. 

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