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Cronaca

JESI / Ritorno a scuola, felicità e stress

Studenti «soddisfatti di tornare in presenza ma con molte difficoltà»

JESI, 25 gennaio 2021 – Finalmente il ritorno fra i banchi anche per gli studenti delle superiori. In anticipo rispetto alla precedente ordinanza del governatore Francesco Acquaroli, che prevedeva il rientro il primo febbraio, studentesse e studenti sono tornati a scuola stamattina, con il 50% di alunni in presenza e il restante in didattica a distanza, che si alterneranno con i loro compagni la prossima settimana.

Preoccupazione principale erano i trasporti pubblici, per cui la Regione ha previsto l’utilizzo di un’app per prenotarsi e una costante sanificazione dei mezzi, nonché un incremento del numero degli stessi in 134 (34 solo nella provincia di Ancona).

A presidiare le pensiline degli autobus, inoltre, i volontari della Protezione Civile – oltre agli agenti della Municipale -, che all’entrata e all’uscita da scuola hanno controllato che tutto si svolgesse secondo le norme di sicurezza anti-contagio (distanziamento, mascherine e igienizzazione delle mani).

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«I ragazzi sono stati rispettosi delle regole, c’era qualche gruppetto ma tutti indossavano le mascherine. A volte abbiamo dovuto chiedere loro di alzarle e lo hanno fatto, ma i ragazzi sono stati educati», ha detto Wahbi Youssef, volontario del Nucleo Cb Om della Pc.

«Chi si trova in dad ha difficoltà a seguire la lezione – spiega uno studente del Classico – anche a causa delle continue distrazioni, se si perde il filo del discorso, difficilmente si recupera. La qualità delle video lezioni molte volte è inficiata da problemi di connessione, inoltre alcuni studenti hanno bisogno della presenza fisica di un docente al loro fianco che li sproni, li mantenga concentrati e li aiuti in caso di difficoltà».

Gli studenti del quinto, poi, iniziano già a preoccuparsi per l’esame di maturità, su cui incombe l’incertezza. Molti studenti sono felici di essere tornati in classe, anche soltanto per vedere una sorta di normalità, ma il rientro pecca sotto il punto di vista organizzativo, tecnico e logistico, sul piano del trasporto pubblico: «Troppe persone all’interno degli autobus da fuori città rischiano di non riuscire a rispettare la regole anti-contagio».

«È stato stressante, non eravamo più abituate a svegliarci presto, uscire per andare a scuola e seguire fisicamente le lezioni – ha detto una studentessa del terzo –. Abbiamo perso tanto tempo per discutere delle interrogazioni e verifiche e per coordinare i due gruppi, visto che quello in dad segue la maggior parte delle lezioni in modalità asincrona. Però è stato bello rivedere alcuni compagni e siamo stati felici di socializzare, finalmente».

(e.o.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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