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Jesi “Cara Città”, nuovo locale punto d’incontro e l’album dei quartieri – Video
Presentato il progetto di rigenerazione urbana che coinvolgerà le zone di Minonna, Smia, Prato e San Giuseppe, promosso da una rete di realtà territoriali insieme al Comune, il nuovo spazio in via Carlo Urbani
Jesi – Un nuovo spazio dedicato alla comunità e votato alla creatività e agli eventi, un laboratorio in partenza a settembre per riscoprire i quartieri meno frequentati della città il Prato, Minonna, Smia e San Giuseppe, un team di associazioni del territorio che fanno da motore creativo, con la supervisione del Comune: così è nato il progetto Cara Città presentato martedì pomeriggio in un incontro pubblico.

«Un progetto dalle mille sfaccettature, che durerà circa due anni, frutto di un grande lavoro di concertazione tra le associazioni coinvolte e il Comune, ancora in fase di definizione per le attività che ne seguiranno – ha spiegato l’assessore alla cultura Luca Brecciaroli -, che parte dall’inaugurazione di questo nuovo spazio, in via Carlo Urbani, 80 mq di proprietà comunale, un luogo un po’ defilato dal centro città ma crocevia dei quartieri interessati dall’iniziativa, che potrà ospitarne le attività e dalla programmazione di questo primo laboratorio che partirà a settembre, speriamo il primo di una lunga serie di altre attività».
La rete di associazioni coinvolte nel progetto comprende Sineglossa, Arci Jesi-Fabriano, Kar Movimenti Creativi, Ratatà, Acca Academy, Casa delle Culture e Circolo Ferretti, e conta sul sostegno della Fondazione Cariverona.
La presentazione dell’intero progetto è avvenuta attraverso una passeggiata tra i luoghi del quartiere Prato che ospitano le sedi di alcune delle realtà coinvolte: il Circolo fotografico Ferretti, lo studio dell’artista Francesca Tilio, le Cartiere Albanesi, dove si trova la sede di Acca Academy, fino a raggiungere lo spazio comunale in via Urbani, 19.
Ad accogliere il pubblico: Cristina Mingo e Sofia Marasca (Sineglossa), Luca Brecciaroli e Simona Cardinali (Comune di Jesi), Carolina Mancini (Arci Jesi – Fabriano), Francesca Tilio e Lucia Romagnoli (Kar Movimenti Creativi), Alessandro Gianfelici (Circolo fotografico Ferretti), Bruno Letizia (Ratatà Festival) e Caterina Fattori (Casa delle Culture/Casa delle Donne Jesi).
«Il progetto è il frutto di settimane di incontri e ascolto nel territorio, durante i quali abbiamo avviato un dialogo con residenti, associazioni e comitati per raccogliere bisogni, desideri, idee» ha spiegato la community manager Carolina Mancini.
La prima delle attività programmate nell’ambito del progetto Cara Città, sarà il percorso laboratoriale dal titolo Creiamo un album dei quartieri, dal 12 settembre al 5 ottobre, che prevede l’esplorazione dei quartieri di Minonna, Smia, San Giuseppe e Prato, attraverso passeggiate urbane collettive con la condivisione di materiali della memoria e del passato perduto, ma anche con l’intento di cercare una nuova prospettiva su questi luoghi, trovare un punto di vista diverso che dia nuova vita ai quartieri, attraverso laboratori che coniugheranno gli strumenti della scrittura, della poesia e della fotografia analogica.
Un percorso per cui non sono richieste particolari conoscenze pregresse, che sarà a partecipazione gratuita e accoglierà 25 partecipanti, hanno spiegato gli organizzatori.
A condurre gli incontri: la fotografa Francesca Tilio e i docenti del Circolo Ferretti, un’ospite d’eccezione, la poetessa e scrittrice pistoiese, Francesca Matteoni, docente di storia e antropologia a Firenze e ideatrice di laboratori di fiaba, poesia e tarocchi.

L’album collettivo che sarà realizzato durante le attività laboratoriali verrà presentato alla prossima edizione del Ratatà Festival, in dicembre.
«E’ un progetto della durata di circa due anni ma speriamo che alla fine di questo percorso si sia consolidata una realtà in grado di andare avanti nel tempo» ha detto Sofia Marasca di Sineglossa, tra le capofila del progetto stesso.
Il nuovo spazio comunale, oltre a ospitare il progetto, sarà messo a disposizione della comunità, dei Comitati di Quartiere e di gruppi informali di cittadini, per ospitare iniziative sociali e culturali. In questo primo incontro è stato chiesto ai presenti di lasciare in un post-it, le preferenze su cosa vorrebbero trovare in questo spazio, cosa vorrebbero portare, a livello di proposte e iniziative e anche quale nome sceglierebbero per questo luogo.
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