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Ancona

ANCONA / SERVIZI SOCIO SANITARI: LE ASSOCIAZIONI CHIEDONO INCONTRO IN REGIONE

Necessario mantenere la piccola dimensione invece si stanno stravolgendo i requisiti di autorizzazione delle strutture

ANCONA, 6 giugno 2019 – Sono otto le organizzazioni marchigiane che hanno chiesto un incontro urgente al presidente della giunta regionale Luca Ceriscioli sui nuovi requisiti di autorizzazione delle strutture socio sanitarie.

Angsa Marche, Acli Marche, Uildm Ancona, Gruppo Solidarietà, Confcooperative-Federsolidarietà Marche, Federazione pensionati Acli Marche, Cooperativa Papa Giovanni XXIII, Fondazione Paladini, ritengono indispensabile che le proposte della Giunta siano modificate in maniera sostanziale. «Sono circa 12.500 le persone con disabilità, demenza, disturbi mentali e anziani non autosufficienti, interessate da questi provvedimenti» spiegano le associazioni.

Secondo queste realtà, i servizi devono mantenere la piccola dimensione così da essere inseriti nei normali contesti comunitari. «Se la proposta della Giunta dovesse essere confermata si chiuderebbe l’esperienza marchigiana delle piccole comunità avviata nella seconda metà degli anni novanta, in particolare nei servizi rivolti alle persone con disabilità e salute mentale».

La proposta è ora all’esame della IV Commissione consiliare per il parere e tornerà poi in Giunta per l’approvazione definitiva. Le associazioni temono un ritorno al passato: «Le sole comunità per minori, servizi delicatissimi, con disturbi neuropsichiatrici potranno arrivare ad avere anche 60 posti (40 posti residenziali + 20 diurni). La proposta prevede inoltre che per tutte le strutture attive o in via di attivazione si possa derogare dal rispetto di alcuni requisiti strutturali (letti per camera, superficie minima, dimensionamento). Ciò determinerà ad esempio che per circa 1.800 posti (disabilità, salute mentale, anziani) potranno mantenersi camere a 4 letti)».

Ma non è tutto: «Anche altri punti devono essere cambiati, alcuni esempi: la mancanza di figure educative nei servizi per la disabilità intellettiva; modalità di accesso diversificate per servizi analoghi; indicazione di équipe per valutazione e accesso in quelli rivolti a persone con demenza per le quali non è definita né composizione, né organizzazione; possibilità di ricovero di minori in servizi rivolti ad adulti e anziani; assenza di indicazioni, fondamentali, nei servizi diurni, quali tempi di apertura. I requisiti di autorizzazione sono vincolanti per tutti gli enti, pubblici e privati, a tutela dei destinatari degli interventi».

(e.d.)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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