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Ancona Viva Servizi, consuntivo 2025 approvato all’unanimità

Il direttore generale Moreno Clementi: «Chiudiamo con ricavi per 86 milioni e un utile netto di 2,5 milioni che sarà utilizzato interamente per gli investimenti senza distribuzione dei dividendi ai Comuni soci, preoccupati per i rincari energetici»

Ancona – L’assemblea dei soci di VivaServizi Spa, Società che gestisce il servizio idrico integrato in 43 Comuni della provincia di Ancona, ha approvato all’unanimità il bilancio consuntivo del 2025.

I numeri ancora una volta positivi presentati dal direttore generale, Moreno Clementi, evidenziano ricavi per 86 milioni di euro con tariffe a + 4,87% sul 2024 e un utile netto di circa 2,5 milioni interamente destinato a patrimonio e a investimenti comuni necessari a migliorare le dotazioni strutturali aziendali.

Cresce anche il numero dei dipendenti salito a 393 al 31. 12. 25 (erano 352 al 31. 12. 2020, +11,65%) con le risorse incrementali per lo piu’ impiegate nella realizzazione di importanti piani annuali di investimento che nel 2025 ha visto realizzare opere per oltre 37,5 milioni di euro. 

«Il progetto di distrettualizzazione e digitalizzazione della rete idrica finanziato con 28 milioni di fondi Pnrr – ha affermato il direttore Moreno Clementi – sarà completato nei tempi richiesti dal Ministero garantendoci la disponibilità delle risorse assegnate».

Gli effetti in termini di abbattimento della dispersione della preziosa risorsa saranno misurati a partire dal 2027. La vendita di acqua è in calo, al 31.12.25 è stata pari a 26,2 milioni di metricubi, «a conferma che le azioni che continuiamo a promuovere sul territorio per la cultura del non spreco e della gestione virtuosa della risorsa funzionano».

Il consumo di acqua erogato pro-capite se non venissero conteggiati i consumi delle ditte ma solamente quelli domestici, sarebbe pari a circa 130 litri/abitante/giorno. Ai soci è stata rappresentata la preoccupazione per la crisi energetica che si stima possa incidere negativamente sul 2026 con un incremento di costi di almeno 550.000 euro sempre che non vi sia un’ulteriore aggravamento della situazione che porterebbe a stime di costi aggiuntivi oltre gli 800mila euro.

«Stiamo investendo – ha assicurato Clementi – per sostituire le pompe di captazione più energivore e per installare impianti fotovoltaici laddove è possibile; l’efficienza della rete ci porterà ad una minore captazione ma il problema resta ed è reale».

Sotto l’aspetto finanziario l’indebitamento netto è di 63.695.000 in miglioramento per oltre 1 milione di euro rispetto 2024 che conferma la solida struttura finanziaria con un patrimonio netto pari al 47% del totale passivo, in grado di fronteggiare anche gli effetti negativi della congiuntura attuale.

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