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Chiaravalle A 88 anni deceduto Sirio Turchi, re dei pasticcieri

Con lui se ne va un altro pezzo di storia chiaravallese, la sua mano e la sua creatività erano inconfondibili

Chiaravalle – Le mitiche brioches alla crema chantilly della pasticceria Turchi sono state un imperdibile cult per diverse generazioni di chiaravallesi.

La mano e la creatività di Sirio Turchi erano inconfondibili e la sua pasticceria ha rappresentato un punto di riferimento irrinunciabile per la comunità.

andreoli

Ora che Sirio se n’è andato all’età di 88 anni lo piangono la moglie Giancarla, i figli Roberto e Sabina e i nipoti Michele, Alex e Karolina e insieme a loro lo ricorda con grande affetto chi lo ha conosciuto e ha apprezzato la sua arte di pasticciere.

Sì, perché Sirio Turchi era un maestro e tutti gli riconoscevano qualità professionali indiscusse. A Chiaravalle non ce n’era per nessuno: solo due erano i luoghi dove cornetti e croissant erano imperdibili, la pasticceria di Ottorino Pasquini e quella di Sirio Turchi.

Era partito da Castelferretti, dove lavorava nell’azienda Centurelli. Poi, grazie a Doninelli, un amico, aveva saputo che a Fabriano vendevano una pasticceria in via Cavallotti. Nel 1962 Turchi l’aveva acquistata e nella città della carta è rimasto fino al 1967 quando è nato il suo primogenito Roberto.

Decise di tornare a Castelferretti dove per un paio d’anni aveva affiancato il fratello Sandro, anima della pasticceria Brunelli ma nel 1969 aveva deciso di aprire una pasticceria tutta sua a Chiaravalle, in Corso Matteotti, proprio vicino al negozio di alimentari gestito dalla moglie Giancarla Mengarelli.

Dopo 33 anni, nel 2002, Turchi decise di trasferire la sua pasticceria in via Verdi. In tanti facevano la fila per le paste della domenica, per le torte e i dolci. Poi nel 2006 decise di vendere l’attività e si ritirò dopo una vita spesa per il lavoro.

«Non si è mai tirato indietro – ricorda il figlio Roberto – ha lavorato sempre moltissimo ed è stato un padre buono e presente. Aveva molti amici con cui condivideva piacevoli cene ma non aveva hobby: il lavoro riempiva completamente le sue giornate».

Con Sirio se ne va un altro pezzo di storia chiaravallese.

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