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Jesi Mre: «L’eutanasia dei Comitati di Quartiere»

La segretaria del Movimento repubblicani europei, Katia Mammoli: «Si è cercato di farli passare come strumenti dell’Amministrazione, senza tenere conto che i loro componenti erano scaturiti dal voto dei cittadini»

Jesi – Che i Comitati di Quartiere fossero destinati ad una lenta ma inesauribile inutilità era stato chiaro fin dal loro sorgere…

Non tanto per la composizione della legge (che pure avrebbe potuto assegnare più potere, magari di carattere consultivo agli stessi, che avrebbero potuto dover esprimere pareri sulle opere pubbliche e soprattutto sulle scelte urbanistiche) ma per il modo in cui si voleva determinare il loro comportamento.

Si richiedeva completa sudditanza all’Amministrazione comunale: persino le fotocopie e i fogli dovevano essere distribuiti da Palazzo. Ogni proposta e iniziativa doveva scaturire dai vari assessori e guai se i Comitati non si adeguavano pedissequamente a ciò che la Giunta pensava. 

Si è cercato di farli passare come strumenti dell’Amministrazione, senza tenere conto che i loro componenti erano scaturiti dal voto dei cittadini.

Qualunque proposta e qualunque richiesta da parte loro diventa inattuabile. 

L’Amministrazione è arrivata al punto di richiedere che non discutessero del problema di Edison, se non in presenza di un loro rappresentante. Si è cercato di usarli in tutti i modi soltanto come cassa di risonanza per il Comune, tanto che solo le iniziative gradite alla maggioranza, dovrebbero essere pubblicizzate. 

Ed allora ….se non sono stati annientati, sono destinati a morire di consunzione.

Noi di Mre, ancora una volta inascoltati, abbiamo posto sin dall’inizio queste problematiche e queste preoccupazioni.

Peccato, sarebbero stati un utile strumento, questo sì, di partecipazione e di democrazia , ma così non si è voluto che fosse!

…ed ora si stanno sciogliendo come neve…

Katia Mammoli, segretaria Movimento repubblicani europei – Jesi

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