Cronaca
Jesi «Occorre compiere sino in fondo il proprio dovere» : addio al commissario capo Stefano Ortolani
Donati gli organi, alla guida del distaccamento jesino della Polizia Stradale e successivamente del Compartimento regionale, è venuto a mancare ieri, 13 ottobre, aveva 58 anni, lascia un vuoto profondo tra i familiari, i colleghi e le tante persone che nel corso degli anni lo hanno conosciuto e incontrato, dentro e fuori dalla divisa
Jesi – «Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l’essenza della dignità umana».
Sono parole di Giovanni Falcone quelle che Stefano Ortolani aveva scelto per il proprio profilo Facebook. Parole che, nel momento della sua prematura scomparsa, raccontano più di tante altre il senso di una vita spesa nel servizio, nella responsabilità e nella vicinanza alla comunità.

Stefano Ortolani, Commissario Capo della Polizia di Stato, è venuto a mancare ieri 13 ottobre, aveva 58 anni, e lascia un vuoto profondo tra i familiari, i colleghi e le tante persone che nel corso degli anni lo hanno conosciuto e incontrato, dentro e fuori dalla divisa.
E quel “compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare”, si è realizzato ancora una volta con la donazione degli organi, espianto avvenuto ieri al “Carlo Urbani” dove era ricoverato in Rianimazione da un mese per problemi cardiaci.
La sua carriera è stata legata in modo particolare a Jesi e alla Vallesina. Per anni ha guidato il Distaccamento della Polizia Stradale jesina, dal 2010 al 2019 succedendo all’ispettore capo Raffaele Tasselli, diventando un punto di riferimento per il territorio. Un lavoro quotidiano, spesso lontano dai riflettori, fatto di presenza sulle strade, prevenzione, sicurezza e collaborazione con le altre Forze dell’ordine.
Nel tempo aveva proseguito il proprio percorso professionale ricoprendo incarichi di crescente responsabilità, fino al ruolo di Commissario Capo, chiamato nel 2023 a dirigere il II° Ufficio del Compartimento Regionale della Polizia stradale delle Marche.
Accanto all’attività operativa non era mai mancato il rapporto con la città di Jesi: incontri, iniziative pubbliche, momenti di formazione sul Codice della Strada e corsi rivolti anche agli autisti dei mezzi di emergenza sanitaria.
Il Consiglio Direttivo della Croce Verde di Jesi ricorda infatti «con gratitudine la collaborazione di due anni fa, quando Stefano contribuì alla nostra attività formativa con una lezione dedicata al comportanento degli autisti nei servizi di emergenza sanitaria, condividendo con noi la sua esperienza e le sue competenze. In questo momento di dolore ci stringiamo con affetto ai suoi familiari e a tutti coloro che gli hanno voluto bene, porgendo le nostre più sentite condoglianze».
Nel 2017 era stato tra i principali promotori delle celebrazioni jesine per i 70 anni della Polizia Stradale, con una mostra storica, mezzi operativi ed eventi aperti alla cittadinanza. Un modo per raccontare non soltanto una divisa, ma il servizio che dietro quella divisa viene svolto ogni giorno.
C’è poi un legame più intimo che resta nella città. È grazie a Stefano Ortolani se oggi il Commissariato di Jesi custodisce la scultura di San Michele Arcangelo realizzata dai ragazzi del Liceo Artistico guidati dal prof. Massimo Ippoliti. Quell’opera, dedicata al patrono della Polizia di Stato, assume oggi quasi il valore di un segno lasciato nel luogo e tra le persone alle quali Stefano Ortolani aveva dedicato una parte importante della propria vita.
La notizia della sua morte si è diffusa rapidamente, suscitando cordoglio negli ambienti della Polizia di Stato e nella comunità jesina. Al di là dei gradi e degli incarichi, resta il ricordo di un uomo garbato, profondamente legato al proprio lavoro e alla città, al dovere portato avanti sino in fondo, con discrezione e senso di responsabilità.
Lascia la mamma Anita, la moglie Barbara e i figli Francesco ed Elisa che è stata nostra brava collaboratrice e alla quale esprimiamo il senso del nostro profondo cordoglio.
Camera ardente oggi all’ospedale “Carlo Urbani” (9-20) e da domani, giovedì 15, presso la Sala del commiato David Icof in via Salvemini.
Funerali venerdì 16 ottobre alle 15.30 nella chiesa Regina della Pace.
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