Attualità
Jesi Villa Baldeschi Balleani apre le porte alla storia, all’arte e alla bellezza
In occasione delle Giornate Fai d’Autunno, una visita esclusiva per i soci tra le stanze della dimora, il parco storico e il ricordo del Codex Æsinas
Jesi – L’anteprima delle giornate di autunno del Fai di Jesi, Vallesina e non solo, a Villa Baldeschi Balleani, in località Fontedamo, dedicata soltanto ai soci Fai, ha lasciato più di quel qualcosa – a dirla con Francesco De Gregori – tra le pagine chiare e le pagine scure, che risalgono a fatti straordinari della famiglia e ad altri più indietro nel tempo.
Mi riferisco alla seconda guerra mondiale, quando le SS inviate da Himler a cercare nella Villa il famoso manoscritto di Tacito, denominato Codex Æsinas (il più antico manoscritto della Germania di Tacito, da cui si sarebbe desunta la purezza e la grandezza della razza germanica…) e che, non avendolo rinvenuto perché nascosto con autentica furbizia, se ne andarono distruggendo anche parte del pavimento della Villa stessa. Il privilegio è stato perché non tutti ne conoscevano le bellezze delle strutture che la costituiscono e del magnifico parco che la circonda.
Un vero evento, difficilmente ripetibile, che ha lasciato gli intervenuti completamente coinvolti di fronte alla storia, senz’altro, ma anche all’arte, al design, all’altissima moda che hanno completato un cammino che Maria Teresa Baldeschi Balleani ha tracciato, con le sue parole, facendo rivivere momenti che hanno stupito chi l’ha seguita, in religioso silenzio, nel percorso fra le stanze che sembravano aspettare di essere ammirate e di conseguenza diventare un nuovo punto vivo, in senso assoluto, della casa.
Fino a che è rimasta una scheggia di luce, l’agronomo Michele Rismondo ha accompagnato e spiegato una parte del parco della villa, scoprendo piante e vegetazione che non sembra possibile trovare così vicine alla città.
È un altro mondo, quello che si respira qui, la villa sembra adagiata da sempre con la sua atmosfera che riprende le storie del passato. Dicono le cronache che nella zona Fontedamo (fonte di Adamo) fu impiantata dal conte Aurelio Guglielmi Balleani l’attività imprenditoriale di gelsibachicoltura, una filanda, la seconda a Jesi.
Un panorama, dunque, che Teresa Baldeschi Balleani ci ha raccontato, accogliendoci nelle stanze che occupano i vari piani della villa, presentandole e scoprendole per noi come se fossero vive e pronte ad accoglierci.
Giuliano Mocchegiani, che ha vissuto inventando piante, fiori per ogni circostanza, aveva creato un angolo sotto il loggiato della villa, di grande charme. Entrando, la meraviglia stilistica e di creazione di abiti, indosso a manichini, ciascuno con un suo tema. Opera dello straordinario Francesco Copparoni, altro personaggio della nostra città, che ha presentato la collezione “Les fleurs du mal” ispirate alle più celebri poesie di Baudelaire, alcune delle quali recitate da Sofia Palomba.
Non poteva mancare un brindisi di ringraziamento, con un aperitivo curato dalla Pasticceria Bardi. È andata alla grande anche con il tempo, nel senso che minacciava ma senza mantenere la parola.
Personalmente debbo ringraziare Maria Teresa Baldeschi Balleani che mi ha permesso di scattare alcune foto a corredo di questo articolo.
© riproduzione riservata














