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Cronaca

Jesi “Pedalando di fonte in fonte”, sette itinerari in bici lungo le vie dell’acqua

Presentato questa mattina il volume nato dal progetto “L’acqua non va per l’insù”, che coinvolge 32 Comuni della provincia di Ancona, libro che prova a tenere insieme più temi come la riduzione della plastica monouso, la valorizzazione dell bene pubblico, la mobilità lenta e la riscoperta dei territori

Jesi – Sette itinerari in bicicletta per attraversare la provincia di Ancona seguendo il filo dell’acqua pubblica, tra fontanelle, casette dell’acqua, borghi, paesaggi e luoghi d’arte.

È stato presentato questa mattina al Palazzo dei Convegni, “Pedalando di fonte in fonte”, il volume nato nell’ambito del progetto “L’acqua non va per l’insù” e realizzato con il contributo della Fondazione Michele Scarponi.

Un libro che prova a tenere insieme più temi: la riduzione della plastica monouso, la valorizzazione dell’acqua pubblica, la mobilità lenta e la riscoperta dei territori. A disegnare i percorsi è stata proprio la Fondazione Michele Scarponi, nata nel 2018 per promuovere strade più sicure e una mobilità più consapevole, nel ricordo del campione di Filottrano vincitore del Giro d’Italia 2011.

andreoli

Il progetto “L’acqua non va per l’insù”, avviato nel 2022 da Ata Rifiuti, Aato 2 e Viva Servizi, con il sostegno della Fondazione Cariverona, mette oggi in rete 32 Comuni della provincia di Ancona e una rete di fontanelle, casette dell’acqua ed esercizi nei quali è possibile riempire la borraccia.

L’idea nasce da un gesto semplice: tornare a bere dalle fonti locali. Un’abitudine che può contribuire a ridurre l’utilizzo di bottiglie e contenitori usa e getta e, nello stesso tempo, diventare uno strumento per conoscere meglio il territorio.

Non a caso il sindaco Lorenzo Fiordelmondo, aprendo l’incontro moderato dalla giornalista Simona Marini, ha ricordato come Jesi sia stata la prima città ad aderire al progetto e come attorno all’iniziativa si sia creata una partecipazione che ha coinvolto non soltanto enti pubblici, ma anche attività commerciali.

«Una comunità si è messa in gioco – ha sottolineato – non solo per tutelare un bene primario, ma anche per ridurre il consumo della plastica monouso».

Ed è proprio il concetto di rete a rappresentare uno degli elementi centrali del progetto. Il presidente di Viva Servizi Andrea Dotti ha parlato di un percorso capace di mettere insieme «sostenibilità ambientale, mobilità dolce e riscoperta delle comunità locali», partendo anche da azioni quotidiane come riempire una borraccia a una fontanella pubblica.

Un gesto apparentemente piccolo, ma che si inserisce in un quadro più ampio. Il presidente di Aato 2 Maurizio Grilli ha ricordato infatti come, in una fase storica segnata in molte aree dalla crisi idrica, il territorio anconetano possa ancora contare su acqua di qualità e in quantità.

«Non per questo si può abbassare la guardia», ha evidenziato, richiamando l’importanza di continuare a tutelare la risorsa.

Sul versante dei rifiuti, il presidente di Ata Daniele Carnevali, attraverso un messaggio inviato alla sala, ha sottolineato come il progetto contribuisca a diffondere «un cambio di passo culturale» legato alla riduzione degli imballaggi monouso e a un consumo più consapevole dell’acqua pubblica.

Dentro questa cornice si inserisce il volume “Pedalando di fonte in fonte”, che trasforma le vie dell’acqua in occasioni di viaggio lento. I sette itinerari raccolgono mappe, informazioni sui luoghi d’arte, memorie e racconti delle comunità locali e sono pensati sia per il ciclista sportivo sia per chi affronta il percorso con spirito turistico, utilizzando bici da corsa, gravel, mountain bike o mezzi a pedalata assistita.

Marco Scarponi, segretario generale della Fondazione Michele Scarponi, ha invitato a viverli in prima persona.

«Date un occhio a questi itinerari e tirate fuori la bicicletta dal garage», un invito che porta con sé anche il tema della sicurezza stradale, da sempre al centro dell’attività della Fondazione: «C’è da pedalare insieme fino alla prossima fonte, su una strada nuova e sicura, la strada di tutti, a partire dal più fragile».

Durante l’incontro è stato dato spazio anche al lavoro istituzionale che ha permesso al progetto di crescere. Massimiliano Cenerini, direttore di Ata Rifiuti Ancona e Aato 2, ha evidenziato il valore di una partnership ormai consolidata, capace di creare sinergie e di portare sul territorio risorse, innovazione e competenze.

Un percorso che, secondo Matteo Giantomassi, responsabile comunicazione di Ata, ha già prodotto «una rete ampia, coesa e attiva», formata da enti, gestori, scuole, imprese e cittadini. Tra i prossimi sviluppi ci sono percorsi identitari e turistici legati all’acqua, segnaletica fisica e digitale, mappe narrative e nuove iniziative di animazione territoriale.

Nel corso della mattinata, insieme a Caterina D’Auria di Eurocube, sono stati presentati anche il Protocollo di adesione e le prossime attività dedicate ai Comuni, mentre Premiata Fonderia Creativa, che cura strategia e comunicazione del progetto, ha illustrato il volume.

A chiudere l’incontro, le esperienze raccontate dai Comuni lungo i sette itinerari. A ciascuna Amministrazione aderente sono stati poi consegnati una targa e una copia del libro, simbolo di un progetto che prova a unire tutela dell’acqua, riduzione dei rifiuti, mobilità sostenibile e conoscenza del territorio.

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