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Marche Giornate Fai d’Autunno: 43 aperture tra ville, palazzi e luoghi inediti

Oggi sabato 10 e domani domenica 11 ottobre nella nostra regione saranno 29 i Comuni coinvolti, con 350 volontari e 1.200 Apprendisti Ciceroni, il programma

Il grande evento di piazza che il Fai – Fondo per l’Ambiente Italiano Ets, dedica alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese. Oggi sabato 10 e domani, domenica 11 ottobre, 29 Comuni delle Marche ospiteranno le iniziative legate alle Giornate Fai d’Autunno, oltre 350 i volontari coinvolti e 1.200 gli Apprendisti Ciceroni. Giornate che si svolgeranno in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, con il Patrocinio del Ministero della Cultura e di tutte le Regioni.

Nella nostra regione saranno 43 le aperture (compreso l’Orto sul Colle dell’Infinito – Bene Fai) in tutte le province. 

Alcuni numeri

  • 29 Comuni
  • 19 presidi Fai tra Delegazioni Fai, Gruppi Fai, Gruppi Fai Giovani e Gruppo Fai Ponte tra Culture
  • Oltre 350 Volontari
  • 50 Istituti scolastici coinvolti
  • 1.200 Apprendisti Ciceroni

In tale contesto, il Presidente regionale Fai Marche, Giuseppe Rivetti, richiama le parole del Presidente nazionale, Marco Magnifico: «Le Giornate Fai ci ricordano che il nostro patrimonio storico, artistico e agricolo suscita non solo conoscenza, ma anche capacità e desideri. È un bacino di ispirazione per i cittadini, italiani e stranieri, che vogliono vivere in un mondo, anche domestico, in continuità con lo stile, la qualità e il gusto del nostro Paese. E lo è, nello stesso tempo, per i protagonisti del Made in Italy, che con la loro creatività e la serietà del loro lavoro assicurano all’Italia quella continuità creativa e produttiva che è uno degli inebrianti profumi che la rendono il Paese più desiderato al mondo».

«Le Giornate Fai rappresentano un appuntamento di straordinario valore per la promozione e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale, storico e paesaggistico – afferma il Presidente della Regione, Francesco Acquaroli -. Con questo evento d’autunno luoghi di grande pregio tornano ad aprirsi al pubblico, diventando occasioni di conoscenza, condivisione e crescita culturale. Grazie all’impegno del Fondo per l’Ambiente Italiano, cittadini e visitatori hanno l’opportunità di riscoprire luoghi spesso poco conosciuti o non accessibili».

«Le aperture di questo patrimonio diffuso raccontano l’identità autentica del nostro territorio in un percorso stupendo attraverso ville storiche, palazzi, borghi, orti botanici, luoghi della cultura, della spiritualità e della formazione. Un ringraziamento speciale va ai volontari del Fai, ai proprietari dei luoghi coinvolti, alle Amministrazioni comunali aderenti e soprattutto ai numerosi studenti che, attraverso l’esperienza degli Apprendisti Ciceroni, testimoniano come l’amore per la bellezza e il senso di appartenenza possano tradursi in partecipazione attiva e impegno civile, nella tutela e nella promozione del patrimonio culturale marchigiano. La Regione Marche conferma la piena disponibilità a proseguire la collaborazione con il Fai per valorizzare sempre più le straordinarie ricchezze del nostro territorio e trasmetterne il valore alle nuove generazioni».

Selezione di aperture nelle Marche

Macerata

Università di Macerata – I Palazzi dell’ex Banca d’Italia 

Il complesso dell’ex Banca d’Italia è rimasto a lungo chiuso al pubblico e sottratto alla vita cittadina dopo la dismissione della filiale bancaria. Grazie al recente e imponente restauro curato dall’Università di Macerata, in occasione delle Giornate Fai d’Autunno sarà possibile visitare il piano terra, svelando un patrimonio architettonico nascosto tra volte decorate e affreschi ottocenteschi.

I visitatori potranno scoprire come le antiche architetture rinascimentali del Palazzo dei Diamanti si siano fuse con le esigenze logistiche della filiale bancaria novecentesca, in un dialogo unico tra alta finanza, tutela monumentale e moderna rifunzionalizzazione universitaria rivolta alle nuove generazioni. Il percorso di visita inizia con un momento di descrizione della facciata di Palazzo Diamanti, per poi entrare dall’ingresso principale, visitare il cortile e la sala degli sportelli.

La visita prosegue a Palazzo Lazzarini, dove sarà possibile entrare nella sala dei portavalori per ammirare un bellissimo affresco storico del ‘500, attraversando il cortile si giunge al piano nobile decorato con affreschi dell’800.

Tolentino (Mc)

Cappellone di San Nicola

Il Cappellone si trova nell’ala più antica della Basilica di San Nicola da Tolentino (1245-1305), tra i santuari più importanti dell’Italia centrale. Con le Giornate Fai d’Autunno i visitatori avranno l’occasione eccezionale di riscoprire un luogo identitario per la comunità e di forte spiritualità, oltre che dall’importante valenza storico artistica, caratterizzato da uno dei cicli pittorici più vasti e significativi del primo Trecento, rimasto chiuso da oltre dieci anni per i danni causati da sisma del 2016.

L’intervento di restauro, terminato nel mese di settembre, oltre al consolidamento, ha restituito la leggibilità delle scene e dei colori originali. La struttura deve la sua fama allo straordinario ciclo di affreschi attribuito a maestranze guidate da Pietro da Rimini, tra i più interessanti seguaci di Giotto. Il percorso visivo, che coinvolge ogni centimetro del Cappellone, parte dalla volta, dove gli Evangelisti affiancano i Dottori della Chiesa, per poi scendere sulle pareti con le storie della Vergine, di Cristo e di San Nicola, culminando nella Crocifissione sopra l’altare.

Al centro della sala troneggia l’arca in pietra con la statua policroma del Santo, progettata nel 1474 da Francesco di Simone Ferrucci e completata da Niccolò di Giovanni. 

Camerino (Mc)

Convento Frati Cappuccini

Nel 2028 l’Ordine dei Frati Cappuccini celebrerà i 500 anni dalla sua fondazione: un anniversario di rilievo internazionale che riporterà l’attenzione sul monastero di Renacavata e sul suo straordinario valore storico, spirituale e culturale. La sua storia, infatti, non appartiene soltanto alla tradizione francescana, ma al patrimonio spirituale universale.

Nel corso della Giornate Fai d’Autunno si potranno visitare le parti interne più antiche del convento, come la chiesa, la zona del ‘500 e il refettorio, ma anche il museo storico con i suoi pregevoli manufatti, in particolare la pregiata collezione dei tabernacoli lignei marchigiani, e infine la parte boschiva all’esterno del convento, luogo di meditazione dei frati, in cui si può comprendere il rapporto dei cappuccini con la selva e con la natura più in generale.

Di fatto, Renacavata rappresenta a oggi il primo convento al mondo dell’Ordine dei Frati Cappuccini, anche se, da un punto di vista rigorosamente storico, prima di trovare alloggio nell’ospizio di Renacavata, i primi cappuccini dimorarono provvisoriamente presso le vicine chiese rurali di San Cristoforo ad Arcofiato e di San Giovanni di Colmenzone.

Il convento è già fra i luoghi più votati del XIII censimento “I Luoghi del Cuore”, tuttora in corso.

Civitanova Marche (Mc)

Dall’ex Casa del Balilla alla Villa Bruscantini

In occasione delle Giornate Fai d’Autunno sarà eccezionalmente aperto al pubblico il giardino di Villa Bruscantini, che permetterà di ammirare la villa dall’esterno, attualmente non accessibile perché destinata a residenza privata. La visita sarà arricchita da due mostre: nella biblioteca, una dedicata ad Adalberto Libera, con progetti e documenti relativi alla Casa del Balilla; nel giardino della villa, l’altra dedicata alla storia dell’edificio e alla figura del celebre baritono Sesto Bruscantini, accompagnata da momenti musicali.

L’eccezionalità dell’apertura risiede soprattutto nella possibilità di leggere i due beni insieme. A pochi minuti di distanza il visitatore attraversa due immagini della Civitanova del Novecento: da un lato la modernità pubblica, razionalista e collettiva della Casa del Balilla, nata nel contesto del progetto educativo e propagandistico fascista; dall’altro la modernità privata, eclettica e rappresentativa di Villa Bruscantini, espressione della borghesia e della nascente cultura balneare. Un breve percorso diventa così un viaggio nella trasformazione della città e nella sua memoria.

Monte Roberto (An)

Villa Salvati

Percorrendo un suggestivo viale di tigli, si raggiunge la scenografica Villa Salvati, oggi sede dell’Istituto Tecnico e Professionale Agrario “Serafino Salvati”, erede di una storia iniziata con il lascito di Serafino Salvati Jr., che nel 1924 destinò il proprio patrimonio alla creazione di una scuola di agricoltura pratica, in onore di un celebre avo vissuto tra Sette e Ottocento, agrimensore dello Stato Pontificio; il suo sogno divenne realtà con la nascita della Fondazione nel 1926 e l’apertura della scuola nel 1935.

Ancora oggi rappresenta un’eccellenza nella formazione agricola, con circa 50 ettari coltivati, serre dedicate alla sperimentazione dell’idroponica, un uliveto curato dagli studenti e nuovi vitigni destinati alla produzione di vino, come il Verdicchio “Serafino”. In occasione delle Giornate Fai d’Autunno, i visitatori potranno scoprire gli affascinanti spazi della villa, considerata tra le più belle ville marchigiane d’epoca napoleonica per i suoi affreschi, stucchi e sculture neoclassiche, ma anche il percorso produttivo.

Accanto sorge la chiesetta di San Serafino, dedicata all’omonimo proprietario, un elegante edificio a pianta quadrata, con cupola centrale e croce greca. Costruita tra il 1805 e il 1820 su progetto dell’architetto Giuseppe Camporesi e sfarzosamente decorata all’interno dalla bottega di Felice Giani – rispettivamente tra i maggiori architetti e pittori del Neoclassicismo italiano – nel 1997 Villa Salvati fu gravemente danneggiata dal terremoto che colpì Marche e Umbria. Un’importante campagna di restauri, finanziata con fondi Pnrr, si è appena conclusi e le Giornate Fai offriranno l’occasione di varcare le porte dell’edificio, normalmente non accessibile. 

Villa Salvati è una delle aperture dell’Itinerario europeo delle Giornate Fai d’Autunno 2026, in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

Pesaro

Villa Caprile: storia e tradizione

La visita proposta a Villa Caprile durante le Giornate, nell’anno in cui si celebrano 150 anni dalla fondazione dello storico Istituto Agrario di Pesaro, sarà un’occasione unica per godere della bellezza di un luogo dove il paesaggio diventa scuola. La tenuta fu scelta nel 1876 come sede ideale dell’Istituto per la felice combinazione di spazi monumentali, terreni agricoli e convitto.

Fin dalle origini, la didattica affianca lo studio teorico alla sperimentazione pratica nei campi, diffondendo innovazione in tutta la regione. Il complesso risale a due secoli prima: nel 1640 il marchese Giovanni Mosca diede impulso alla costruzione di una dimora estiva sul poggio denominato Caprile, che divenne presto un celebre crocevia culturale europeo: tra sale affrescate e giardini all’italiana ospitò Stendhal, Casanova e Carolina di Brunswick.

Il Parco è la vera meraviglia del complesso di Villa Caprile con i suoi celebri giardini disposti scenograficamente su cinque terrazzamenti degradanti verso la Valle del Foglia. L’impianto rispetta i canoni del giardino all’italiana, unendo architettura e natura, tra fioriture, statue, fontane e i famosi giochi d’acqua a sorpresa che da secoli incantano i visitatori. Sotto la scalinata monumentale si celano le suggestive grotte con la collezione di automi d’epoca, integrati nei meccanismi idraulici.

Nel tempo la tenuta è divenuta anche luogo di sperimentazione botanica con essenze esotiche, fino all’odierna cura affidata agli studenti dell’Istituto agrario. Arricchisce il complesso l’Oratorio di San Francesco (1768), raffinato tempio classico con volta a botte, simmetrie geometriche e il pregevole stucco delle stimmate sull’altare.

Villa Caprile è una delle aperture dell’Itinerario europeo delle Giornate Fai d’Autunno 2026, in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

Palazzo Ducale

Grazie alle Giornate sarà possibile varcare le soglie di Palazzo Ducale, normalmente non aperto al pubblico, in quanto sede della Prefettura di Pesaro. La sua elegante facciata s’impone sulla grande Piazza del Popolo, l’antica Platea Magna, dove s’intersecano ancora oggi l’antico cardo e decumano della romana Pisaurus. La centralità di quest’edificio, che nei secoli crebbe esponenzialmente sino a occupare un intero isolato, fece sì che l’area fosse da sempre usata dalle varie famiglie che, nei secoli, si sono avvicendate nel dominio della città (dai Malatesta ai della Rovere), come fulcro del potere, sede della corte e di rappresentanza.

La prima cosa che si nota del Palazzo è l’elegante facciata rinascimentale, attribuita a Luciano Laurana, caratterizzata da un portico a sei fornici e, al piano superiore, da cinque raffinate finestre decorate da una incorniciatura finemente scolpita. Varcata la porta d’ingresso ci si ritrova in un ampio cortile: un portale scolpito invita a entrare e, salita una scala, ci si ritrova nel piano di rappresentanza della dimora.

Il primo salone, una vera e propria anticamera di quelli che erano gli appartamenti ducali, è impreziosito da uno strepitoso camino cinquecentesco opera del plasticatore Federico Brandani, con la raffigurazione, al centro della formella che lo sovrasta, di una corsa di bighe attorno alle mete (una delle imprese araldiche della famiglia della Rovere).

Seguono gli appartamenti ducali: quello della Duchessa, caratterizzato da ambienti decorati con stucchi di Federico Brandani che hanno per tema i rami di quercia, una chiara allusione alla casata. Particolarissimo è poi il cosiddetto “Bagno di Lucrezia” un piccolo ambiente che conserva ancora decorazioni in stucco e affreschi raffiguranti figure grottesche e mitologiche. L’appartamento del Duca, a differenza di quello della Duchessa, è caratterizzato da soffitti decorati ad affresco.

Ascoli Piceno

Palazzo Saladini Pilastri

Il Palazzo Saladini Pilastri è uno degli edifici nobiliari più vasti e scenografici di Ascoli Piceno. L’edificio venne costruito nel Cinquecento inglobando parti del precedente monastero benedettino e ha la particolarità di essere integrato con la chiesa di Sant’Egidio. Nel 1820 il conte Ludovico Saladini Pilastri acquisì la proprietà del complesso e nel 1848 ne affidò la trasformazione all’architetto Luigi Poletti, che gli conferì l’impronta monumentale e sobria tipica di una reggia urbana.

L’ultimo esponente della famiglia, il conte Saladino Saladini Pilastri, nel 2022 lo ha venduto al Comune, segnando una nuova fase nella storia del palazzo. Dopo essere rimasto chiuso per moltissimi anni, il complesso è stato interessato da un imponente intervento di restauro e riqualificazione, promosso dal Comune con l’obiettivo di restituire l’edificio e il suo parco alla comunità: è tra i più importanti progetti realizzati in Italia, in un unico blocco, grazie ai finanziamenti del Pnrr, che lo trasformerà in un polo del welfare urbano, capace di integrare servizi sanitari, sociali e abitativi.

In occasione delle Giornate Fai d’Autunno, sarà possibile accedervi per la prima volta dopo l’inaugurazione dell’8 ottobre. Tre i percorsi di visita tra cui scegliere: il primo incentrato sull’Ala est e i suoi saloni affrescati, il secondo alla scoperta della cinque-seicentesca chiesa di Sant’Egidio, chiusa al pubblico dagli anni Cinquanta e anch’essa appena restaurata, e del pregevole ciclo di affreschi dedicato alla vita di Sant’Emidio che ospita, e il terzo dedicato al giardino del Palazzo che, dopo i lavori, diventerà un nuovo spazio accessibile e vissuto dalla cittadinanza, e di cui verranno raccontate la storia e l’evoluzione architettonica nei secoli.

Palazzo Saladini Pilastri è una delle aperture dell’Itinerario europeo delle Giornate Fai d’Autunno 2026, in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

San Benedetto del Tronto (Ap)

Capitaneria di Porto: 50 anni al servizio del mare

Normalmente chiusa alle visite, la Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto apre straordinariamente le sue porte in occasione delle Giornate e per festeggiare il 50° anniversario dalla sua istituzione. 

I visitatori avranno la rara opportunità di varcare la soglia di questo edificio, esplorare alcuni ambienti e uffici interni, scoprire le attività della Guardia Costiera, salire sul terrazzo panoramico affacciato sul bacino portuale e guardare dal vivo le attività nella Sala Operativa. Il percorso comprende anche un’esclusiva visita esterna alle motovedette attraccate sulla banchina prospiciente: i mezzi navali della Guardia Costiera impiegati quotidianamente nelle missioni di soccorso e tutela marittima. Un viaggio imperdibile, raccontato dagli ufficiali e dagli Apprendisti Ciceroni.

Servigliano (Fm)

Borgo di Servigliano

Il borgo di Servigliano, racchiuso nelle sue mura quadrangolari, si staglia come un piccolo gioiello geometrico immerso nel verde della campagna marchigiana. Intorno, calanchi, campi coltivati e la vicina valle del Tenna compongono una cornice paesaggistica autentica, che rende ancora più suggestivo l’ingresso in questa città ideale settecentesca. 

L’apertura in occasione delle Giornate ha un valore del tutto speciale: la chiesa di Santa Maria del Piano, dopo un lungo intervento di recupero, riaprirà infatti al pubblico solo una settimana prima. I visitatori avranno dunque il privilegio di essere tra i primissimi ad ammirare questo gioiello architettonico e spirituale restituito alla comunità, un’occasione irripetibile che precede di poco la sua piena fruizione ordinaria.

Il percorso proseguirà con la visita alla Collegiata di San Marco, dove sarà possibile ammirare da vicino le reliquie di San Servigliano Martire e di San Gualtiero Abate, custodite in questo scrigno neoclassico nel cuore pulsante del borgo. Un itinerario che si conclude nell’abbraccio delle mura quadrangolari di Servigliano, tra le sue vie ortogonali e i suoi scorci sorprendenti: un’esperienza che unisce la scoperta di un capolavoro urbanistico settecentesco alla riscoperta — in anteprima assoluta — di un luogo di fede appena restituito alla sua comunità. Il borgo stesso è un’opera urbanistica: tre porte monumentali, un impianto viario a croce e, nel cortile del municipio, una magnolia secolare completano questo raro esempio di città ideale settecentesca.

Urbino

Casa Ciurelli Malatesta Martorelli e il Guado del Ducato

Nei sotterranei dello storico Palazzo Ciurelli Malatesta Martorelli, con ingresso da via Santa Chiara – antico passaggio per la servitù e le stalle – sorge Guado Urbino, laboratorio e progetto culturale di Alessandra Ubaldi. Lo spazio ipogeo, nato dall’unione nel 1544 di tre corpi di fabbrica, conserva la struttura originale con cisterna, pozzo di sorgente e il suggestivo locale di conservazione dei cibi, vero cuore pulsante per la vita del palazzo.

Qui si recupera la tintura naturale con il guado (Isatis tinctoria), l’unica pianta da blu in Europa fino al XVII secolo e antica ricchezza del Ducato di Urbino, dove il celeste vestiva la nobiltà e simboleggiava il divino. Nelle Giornate la visita a questo suggestivo ambiente conduce alla scoperta della tintura botanica e degli accessori tinti a mano nell’unica sfumatura del blù guado, offrendo un dialogo diretto con l’artigiana per riscoprire l’intreccio unico tra storia locale, architettura e arte tessile.

Di fondazione romana, la casa deriva dall’accorpamento di più edifici completato nel Cinquecento. La conservazione dell’edificio nella sua struttura cinquecentesca ne conserva integralmente i volumi e gli spazi originali. Le famiglie che abitarono il Palazzo hanno avuto strette relazioni con la corte ducale, prima con Federico da Montefeltro e successivamente con i Della Rovere.

Al link :https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-autunno/i-luoghi-aperti/?regione=MARCHE

(foto in primo piano: Villa Salvati, Monte Roberto)

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