Cronaca
Jesi «Ciao Stefano, resti vivo in mezzo a noi», l’ultimo saluto al Commissario Capo
In tanti tra familiari, colleghi e amici hanno presenziato alla cerimonia funebre, con il picchetto d’onore della Polizia di Stato, svoltasi nel primo pomeriggio alla chiesa Regina della Pace
Jesi – Il suo ruolo di custode della comunità e del prendersi cura, la sua impeccabilità nel lavoro, l’integrità morale ma anche il cuore buono e la dedizione verso il prossimo.
Poi la passione per il basket e al primo posto l’infinito amore per la famiglia, la moglie Barbara e i figli Francesco ed Elisa, sono questi i tratti distintivi di Stefano Ortolani, 58 anni, Commissario Capo della Polizia di Stato, durante la cerimonia di addio svoltasi questo pomeriggio alla chiesa Regina della Pace.
Erano davvero in tanti, tra familiari, colleghi, amici e conoscenti, a partecipare al rito religioso officiato da don Andrea Coacci, in un rispettoso silenzio e tanta commozione. All’ingresso e all’uscita il picchetto d’onore della Polizia di Stato.

«Stefano ha svolto un ruolo prezioso nella comunità, un ruolo di custodia e di cura che ha declinato nel lavoro ma anche con i familiari e gli amici, un ruolo che contraddistingue i membri della comunità cristiana. Il suo cuore resta con ognuno di noi», ha detto don Andrea durante l’omelia.
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In tanti lo conoscevano in città, da molti era stimato e rispettato, per la sua carriera legata in modo particolare a Jesi e alla Vallesina, ha guidato per anni il Distaccamento della Polizia Stradale jesina, dal 2010 al 2019, un lavoro quotidiano spesso lontano dai riflettori, fatto di presenza sulle strade, prevenzione, sicurezza e collaborazione con le altre Forze dell’ordine.

I suoi colleghi di Ancona – dove attualmente lavorava – lo hanno ricordato durante l’omelia come «un amico fraterno e un compagno di viaggio, punto di riferimento per i colleghi, dotato di grande integrità morale e un grande cuore, che metteva a disposizione del prossimo».
«Sarà dura andare avanti sapendo che non ci sei più. Ma resti vivo in mezzo a noi, ciao Stefano», hanno detto i colleghi recitando poi la preghiera a San Michele Arcangelo, protettore della Polizia di Stato.
La folla che aveva riempito la chiesa, dopo la cerimonia ha invaso il sagrato per dedicare a Stefano l’ultimo saluto accompagnando il feretro con un lungo applauso.
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