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Cingoli L’Avis “restituisce” ai fedeli l’affresco del 1573 di Santa Sperandia

Scoperta e benedetta l’opera “Maria con il Bambino e San Girolamo” dopo il restauro sostenuto dai donatori

Cingoli – La cerimonia di scopritura dell’affresco “Maria con il Bambino e San Girolamo”, posto nell’androne della chiesa di Santa Sperandia, avvenuta martedì 12 agosto dopo la celebrazione della messa alle ore 18, ha costituito un momento molto importante per la locale sezione Avis che ha sostenuto il costo del restauro.

Come ha spiegato Luca Pernici, direttore degli Istituti Culturali del Comune di Cingoli e donatore Avis, nel suo intervento di contestualizzazione storico-artistica dell’opera, l’affresco, realizzato nel 1573, era posizionato sulla parete della casipola Cavallini, un edificio situato immediatamente fuori dell’allora Porta Montana, oggi Porta Pia, e, in seguito alla demolizione della casa, era stato portato nel 1865 nella chiesa dedicata alla patrona della città.

In questo modo, secondo l’intenzione dell’Amministrazione comunale che si era fatta carico dello spostamento, i fedeli, che in precedenza appena arrivati in città rivolgevano una preghiera a Maria guardando l’immagine collocata sulla parete esterna dell’edificio, avrebbero potuto continuare a pregare e ad avere l’effigie davanti ai loro occhi.

Nei secoli successivi l’affresco, nascosto da uno sportello ligneo che richiama la facciata della chiesa, si è deteriorato tanto da richiedere un significativo restauro, operato da Angela Allegrini. La restauratrice, illustrando brevemente le fasi del suo intervento, ha voluto sottolineare l’atmosfera di devozione e di intima familiarità che l’opera promana e la soddisfazione nell’aver partecipato a questa azione di restituzione di un’immagine sacra alla popolazione.

Ciò è stato possibile grazie all’Avis e alla sua presidente Floriana Crescimbeni e anche in questo caso si è trattato di una sorta di restituzione perché i fondi utilizzati provengono dalle quote che l’associazione riceve per le donazioni effettuate.

È dunque grazie all’Avis, ai cittadini che donano il loro sangue e all’impegno della Presidente e del Consiglio direttivo, che ancora una volta i cingolani possono godere di questa immagine sacra.

Floriana Crescimbeni ha evidenziato il senso di appartenenza e di responsabilità che i volontari mostrano, recandosi a donare con continuità sangue e plasma durante tutto l’anno e pure in questo periodo di ferie e vacanze, ha inoltre ricordato il rapporto che lega l’associazione al monastero benedettino, dove nel 1976 in occasione della festa di Santa Sperandia, si svolse la prima Giornata del Donatore e ha infine affidato alla preghiera delle monache e posto sotto la protezione della Santa tutta la grande famiglia avisina.

Gli interventi del parroco don Gabriele Crucianelli, della badessa del Monastero Suor Ada Anania e dell’assessore alla cultura Jacopo Coloccioni, hanno posto l’attenzione sulla forza della collaborazione tra i diversi attori e sull’importanza dell’Avis nel territorio cingolano, ringraziando la Presidente e il Consiglio direttivo per aver scelto di ridare ai cingolani un’opera d’arte per troppo tempo rimasta nascosta.

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