Cronaca
Fabriano Beko: «Impossibile accordo senza impegno vero che escluda licenziamenti»
Ancora alto il numero dei lavoratori cittadini in esubero: 210 per le funzioni di staff e di ricerca e 60 a Melano
Fabriano – Ancora una fumata grigia per la vertenza Beko. Sindacati che ribadiscono l’assenza di risposte dell’azienda.
«Sui piani industriali – hanno commentato Fim, Fiom, Uilm e Uglm – alcune delucidazioni sono state date e alcuni impegni sono stati presi sui nuovi prodotti da assegnare a Cassinetta, Comunanza, Melano, nonché sulle nuove attività di Carinaro, ma chiediamo un immediato confronto di dettaglio in ciascun stabilimento che chiarisca articolazione e ricadute degli investimenti e delle missioni produttive».
Insoddisfacente secondo i sindacati la riduzione degli esuberi legati alle funzioni di staff e di ricerca. Da 678 a 500, di cui circa 270 in Lombardia, 210 a Fabriano e 20 sparsi su altri siti.
Ancora critica la situazione generale: in Italia 1.284 esuberi, di cui 312 a Cassinetta, 64 a Melano, 80 a Comunanza, 40 a Carinaro e 288 a Siena, sito per cui è prevista la fine della produzione a fine anno.
«Non abbiamo ricevuto una risposta accettabile nemmeno sugli incentivi all’esodo – ancora i sindacati – assai inferiori a quelli pattuiti in passato, né sugli ammortizzatori sociali, che noi chiediamo conservativi con meccanismi di rotazione e in ogni caso tali da escludere davvero i licenziamenti».
Prossimo incontro al Mimit fissato per il 2 aprile
«Prime del prossimo incontro – concludo i sindacati – abbiamo chiesto al Governo di coinvolgere le Regioni Lombardia e Marche per tentare di scongiurare la chiusura dei centri ricerca. In ogni caso per poter davvero ipotizzare una intesa occorre risolvere i nodi decisivi della trattativa, a incominciare dalla acquisizione del sito di Siena da parte del pubblico».
© riproduzione riservata




