Segui QdM Notizie

Cronaca

Fabriano Comparto elettrodomestici, Fiom: «Guerra e ristrutturazioni, impatto pesante»

Pierpaolo Pullini, responsabile del distretto fabrianese lancia l’allarme

Fabriano – «Le conseguenze del conflitto nel Golfo Persico potrebbero avere impatti pesanti sul comparto dell’Elettrodomestico, settore principale del manifatturiero nel fabrianese e già in crisi strutturale da anni, per l’esponenziale aumento dei costi energetici e delle materie prime. E le riorganizzazioni aziendali potrebbero non bastare più».

Questo il pensiero del componente della segreteria della Fiom, nonché responsabile del distretto fabrianese, Pierpaolo Pullini.

Lo stabilimento Electrolux di Cerreto D’Esi nel 2025 ha prodotto complessivamente 77.000 cappe, al di sotto del budget e molto vicino al livello sotto il quale non si coprono i costi fissi e la previsione per l’anno in corso è in linea con quello precedente, al netto degli scenari geo politici.

andreoli

«La Fiom di Ancona sta chiedendo dallo scorso anno alla Multinazionale di riportare prodotti dalla Polonia, dove vengono realizzate centinaia di migliaia di cappe ogni anno, per mettere in sicurezza la fabbrica, e alle Istituzioni di individuare strumenti per agevolare ed incentivare questo tipo di operazioni, senza aver mai avuto risposte», ricorda Pullini.

Lo stabilimento di Melano della Beko nonostante le uscite siano state nettamente superiori all’eccedenze dichiarate nell’accordo del 14 aprile 2025 (64 esuberi annunciati, ma sono uscite circa 90 persone) sta lavorando con scarsa saturazione della capacità produttiva ed ogni giorno ci sono decine di persone in cassaintegrazione.

«L’8 aprile è convocato il tavolo territoriale proprio per fare il punto sugli investimenti, su cui si registra un fortissimo ritardo come abbiamo più volte denunciato, che a questo punto diventano fondamentali per la sopravvivenza del sito stesso. Per il momento sappiamo solo che il 7 aprile partirà il cantiere per l’installazione dell’impianto fotovoltaico, ma manca ancora tutta la parte determinante sui prodotti e sui processi. L’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 28 aprile, con tutto il coordinamento nazionale, l’azienda ed il Governo diventa, a questo punto, un passaggio cruciale e determinante», prosegue l’esponente della Fiom.

Per la riorganizzazione nelle sedi impiegatizie dove sono oltre 90 posti lavoro in meno, con uscite incentivate, restano da gestire ancora oltre cento esuberi.

 «Questo porta una perdita importante di funzioni e alte professionalità, tra cui interi centri importanti come quello di ricerca e sviluppo del lavaggio», conclude Pullini, chiedendo per arginare gli effetti della guerra del Golfo, «una progettualità di sistema perché senza politiche industriali, energetiche, senza ricomposizione della filiera e sburocratizzazione, senza una difesa reale dei salari, rischiano di diventare inutili tutti i sacrifici che quotidianamente da anni stanno facendo le lavoratrici ed i lavoratori, gli sforzi delle imprese e i processi di coesione sociale che si sta cercando realizzare sui territori».

© riproduzione riservata