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Cronaca

Fabriano Palestre chiuse, prosegue lo scontro politico

Silvi e Pariano ancora una volta all’attacco dell’Amministrazione comunale

Fabriano – Non si arresta il dibattito in città a seguito della chiusura al pubblico di alcune delle palestre dedicate allo sport fabrianese, e dopo le spiegazioni del Sindaco sono immediatamente arrivarte le controrepliche dell’opposizione consiliare.

«Dopo diversi giorni in cui l’Amministrazione ha fatto incredibilmente passare sotto silenzio una decisione fortemente impattante sulla collettività – commenta il consigliere Pariano con una nota – finalmente il Sindaco si è degnato di emanare almeno un comunicato stampa».

«Maliziosamente viene da chiedere se non ci fossero state le mie sollecitazioni se e quando sarebbe arrivata una comunicazione alla cittadinanza ignara del provvedimento inviato ai soli club sportivi, ma ora il punto (e la richiesta) è un altro. Ad oggi Fabriano risulta l’unico comune della Regione con ben quattro palestre negate agli spettatori in un colpo solo in seguito alle sollecitazioni della Prefettura post tragedia di Crans Montana».

«Al Sindaco chiedo un impegno di buon senso – conclude – presentare una deroga per far entrare almeno genitori e familiari degli atleti minorenni o comunque garantire temporaneamente una capienza limitata e contingentata in attesa che si svolgano i lavori per la messa a norma».

C’è poi la presa di posizione di Danilo Silvi, consigliere comunale di opposizione di Fratelli d’Italia, che definisce “Profondamente sbagliato” quanto dichiarato dal Sindaco.

«Arrivare con settimane di ritardo a spiegare una decisione che ha generato confusione, disagio e danni alle società sportive, per poi scaricare le responsabilità su altri – spiega Silvi – è francamente inaccettabile. Ancora più grave è il tentativo, neppure troppo velato, di colpevolizzare le società sportive, trattandole come se non conoscessero le regole o, peggio, come se avessero agito con superficialità».

«La verità è semplice – conclude Silvi –  per anni il Comune non ha messo mano seriamente alle palestre, e oggi presenta il conto a chi ogni giorno tiene in piedi lo sport cittadino con volontariato, sacrifici e risorse proprie. Dire che “la norma è del 2011” non assolve nessuno: semmai certifica quindici anni di immobilismo amministrativo, di cui questa Giunta porta piena responsabilità per il tempo in cui governa. È singolare poi che, parlando di sicurezza, non si sia avvertita la necessità di intervenire prima, ma solo dopo circolari ministeriali e prefettizie. Se la situazione era così chiara e nota, perché non programmare per tempo gli interventi? Perché non informare con trasparenza famiglie, atleti e società, invece di una comunicazione improvvisa che ha creato caos e tensioni?»

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