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Fabriano Riparte il distretto industriale con i nodi Electrolux, Fedrigoni e Beko

Dopo un periodo di 2/3 settimane in questo mese di agosto, le “big” del distretto di Fabriano hanno riaperto i cancelli

FabrianoRiapre il distretto economico produttivo di Fabriano tra moltissime incognite e richieste sindacali per riconvocare i tavoli di crisi al ministero delle Imprese e del Made in Italy, nello specifico per Beko Europe, Electrolux e per Fedrigoni.

In quest’ultimo caso, l’invito delle parti sociali si associa a quello portato avanti dalle Istituzioni regionali, l’assessore al Lavoro Stefano Aguzzi, e locali, il sindaco di Fabriano Daniela Ghergo.

Dopo un periodo di 2/3 settimane in questo mese di agosto, le “big” del distretto di Fabriano hanno riaperto i cancelli dei loro stabilimenti per affrontare la parte finale del 2025, l’ennesimo anno difficile.

andreoli

Ad eccezione di Ariston Group che continua a navigare in acque piuttosto tranquille, tranne il momento dell’esproprio della controllata in Russia per via del conflitto, e di Elica che con l’accordo sindacale in atto sembra aver trovato una quadra nel medio periodo, Electrolux e, soprattutto, Beko Europe, rappresentano i due fronti aperti che destano maggiori preoccupazioni.

La multinazionale svedese e i sindacati hanno sottoscritto un accordo che prevede che gli operai del sito di Cerreto D’Esi lavorino sei ore a turno invece di otto, questo per abbattere il numero degli esuberi.

La produzione che si effettua nel sito è di circa 82mila pezzo per quest’anno, in calo e vicina al numero dei 70mila pezzi, sogli al disotto della quale, i costi diventano insostenibili.

Da qui la richiesta delle parti sociali di riconvocare il tavolo al Mimit, ultima riunione febbraio 2024.

Il capitolo Beko Europe è ancora più spinoso. Sono infatti scattati gli ammortizzatori sociali per un’ottantina di dipendenti, su 110 complessivi, del centro Sviluppo e Ricerca, mentre gli investimenti previsti dall’accordo sindacale sottoscritto, vale a dire 62milioni di euro in tre anni destinati allo sviluppo di prodotto, processo e per ricerca e sviluppo e per il sito di Melano, sono previsti investimenti per miglioramenti dell’efficienza energetica e l’installazione di pannelli solari, per un totale di 1,5 milioni di euro, ancora non si vedono.

Inoltre, si sta procedendo alla firma delle uscite volontarie dalla newco turco-americana che prevede un incentivo fino a un massimo di 90mila euro a seconda dell’età anagrafica dei lavoratori che ne vorranno usufruire.

Per settembre sia le Istituzioni regionali e locali che gli stessi sindacati di categoria chiedono che si ritorni al Ministero per fare il punto della situazione.

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