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Jesi A proposito di San Giuseppe: parole, parole, parole

L’associazione Per Jesi: «Un’Amministrazione che si rifiuta di sentire il termine degrado, facendo credere che in questo modo si manca di rispetto a persone in situazioni di indigenza e negando ai cittadini la possibilità di segnalare tali problematiche»

Jesi – Ormai ogni qualvolta un cittadino o gruppi di cittadini si permettono di denunciare anche per mezzo stampa, probabilmente perché inascoltati dall’Amministrazione o dal proprio Comitato di Quartiere, evidenti situazioni di degrado o fatti concreti documentandoli anche con foto, l’Amministrazione comunale minimizza il disagio disconoscendo la realtà dei fatti, oltre che addossare le colpe agli stessi cittadini che vorrebbero vivere appieno il loro quartiere, in questo caso San Giuseppe. (leggi l’articolo)

Un’Amministrazione che si rifiuta di sentire la parola degrado, facendo credere che in questo modo si manca di rispetto a persone in situazioni di indigenza e negando ai cittadini la possibilità di segnalare tali problematiche.

Gli unici maestri di una narrazione fuorviante che si assurge a maestra di vita e valori in dispregio del sentire cittadino sono il Sindaco e la sua Giunta che, in perenne difesa, creano una contro narrazione parlando di “piattaforme per creare disagio” e alimentano la paura di essere giudicati pubblicamente per il fatto di essersi esposti.

Non ce la fanno a governare i fenomeni o a dare delle risposte concrete a evidenti situazioni di incuria e di insicurezza, per cui usano paroloni buttandola in politica, accusando semplici cittadini, stanchi e preoccupati, di fomentare il razzismo.

Sarebbe ora che l’Amministrazione jesina smetta di puntare il dito contro i cittadini che pagano le tasse per avere più sicurezza, una viabilità decente, welfare e un minimo di decoro e invece si ritrovano accusati di creare una narrazione di tensione proprio quando è vero l’opposto.

Purtroppo per la città esiste solo una narrazione, fatta del nulla più spinto.

Associazione Per Jesi

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