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Attualità

JESI / Daniela Cesarini, sette anni fa ci lasciava la “pasionaria”

Aveva scelto proprio il 25 aprile, data emblematica, per ricorrere al suicidio assistito in Svizzera

JESI, 25 aprile 2020Sette anni fa Daniela Cesarini scelse il suicidio assistito in Svizzera. Era il 25 aprile del 2013: la pasionaria jesina, 66 anni, ex assessore ai servizi sociali di Jesi e candidata sindaco di Rifondazione alle comunali del 2012, lasciava la vita terrena.

 

Daniela Cesarini

Ogni anno compagni e compagne si danno appuntamento al cimitero per ricordarla, lei compagna appassionata e coraggiosa, e ricordare anche suo figlio Diego.

«Purtroppo quest’anno dovremo salutarti virtualmente –  fanno sapere i compagni di Rifondazione -.  Mai come in queste settimane i cittadini hanno potuto riflettere sul significato e sull’importanza avere un servizio sanitario nazionale caratterizzato dall’universalismo delle prestazioni. Ti saresti arrabbiata perché il diritto alla cura delle persone ed il diritto del personale sanitario a curare in sicurezza sono venuti meno a causa dei tagli ingenti alla sanità e alla progressiva privatizzazione»

Circolo Karl Marx ricordo CesariniDinanzi alle difficoltà che si palesano in questo momento Daniela avrebbe detto: “Qua compagni è un vero casino… diamoci una smossa”».

«Il nostro Paese ha bisogno, oggi più che mai, di speranza, di radici che sappiano offrire la forza e la tenacia per poter scorgere un orizzonte di liberazione. Il 25 aprile, mentre faremo sventolare da finestre e balconi le nostre bandiere cantando BellaCiao e l’Internazionale, il nostro pensiero andrà a te che hai sempre tenuto alta la bandiera della solidarietà e dei diritti, consapevole che i diritti una volta conquistati, vanno curati con la lotta quotidiana».

Il ricordo di Daniela è indelebile, come la frase che scelse per salutare i suoi cari citando Francesco Guccini: «Ognuno vada dove vuole andare ognuno invecchi come gli pare ma non raccontare a me cos’è la libertà».

 

L’edificio ex Giuseppine

Daniela Cesarini, cittadina benemerita della città, ha nominato il Comune di Jesi erede universale: nel testamento la richiesta di realizzare una casa famiglia per disabili soli. “La casa di Diego e Daniela” dovrebbe trovare spazio nell’edificio delle ex Giuseppine di Piazza Pergolesi, dove il Comune ha acquistato il piano terra per 138mila e 500 euro. Recentemente l’ente comunale ha apportato  modifiche al progetto di fattibilità che tengono conto dei criteri strutturali e delle nuove definizioni contenute all’interno della normativa regionale che definisce i requisiti minimi strumentali e organizzativi per l’autorizzazione delle strutture residenziali.

(e.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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