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Jesi Emma Dante porta “La Scortecata” al Teatro Pergolesi
Domani 30 aprile alle 21 cala il sipario sul cartellone: in scena Salvatore D’Onofrio e Carmine Maringola, tra Basile, fiaba e metamorfosi
Jesi – Emma Dante (eccelso personaggio del nostro palcoscenico e non solo) è molto contenta che la stagione di prosa del Teatro Pergolesi si concluda il 30 aprile alle 21 con “La Scortecata”, lavoro da lei diretto e frequentato già da una decina di anni e che, si sa, è ispirato a “Lo cunto de li cunti”, un racconto del Seicento scritto da Giovan Battista Basile.

«Mi dispiace solo di non poterci essere – mi dice al telefono – sono impegnata in un trasloco molto importante e particolare per cui non posso lasciare neppure per un minuto. Sai bene che è lì che anni fa, sul palcoscenico del Pergolesi, incontrai Valeria Moriconi, e per me fu un colpo di fulmine scagliato addosso a tutti i presenti dalla sua statura d’attrice. Ecco, si rappresenta “La scortecata”, e mi ricordo che accennai a questo straordinario e fantasmagorico racconto più di una decina di anni fa».

Questa novella racconta di un re che s’innamora, ingannato, di una vecchia. Trasformata in una splendida ragazza dall’incantesimo di una fata, la giovane dirà all’altra sorella di essersi fatta scorticare per diventare così bella. Seguendo la tradizione settecentesca, Emma Dante affida a due uomini (Salvatore D’Onofrio e Carmine Maringola) i tre ruoli delle sorelle e del re. In uno spazio segnato da pochi arredi, con un castello in miniatura a evocare il sogno, le due vecchie, per trascorrere il tempo, mettono in scena quell’antica fiaba che vorrebbe insegnare alle donne a non esser vanitose, alle vecchie ad avere il senso del ridicolo e agli uomini a non inseguire le apparenze.

Emma Dante affronta temi universali come l’identità, la marginalità e i legami affettivi, conquistando pubblico e critica sia in Italia che all’estero. Premiata e riconosciuta nei più importanti festival internazionali, rappresenta oggi un punto di riferimento imprescindibile per chi cerca un teatro e un cinema autentici, innovativi e profondamente umani.
«Questi racconti – ha detto – mi hanno presa, incantata e affascinata, e hanno forse anche colto la profondità del mio attaccamento alle leggende, fiabe che hanno la matrice, siciliana o napoletana non conta, costruita intorno a riflessioni sia ironiche che drammatiche, sulla vecchiaia, sul nostro fisico che si corrode nel tempo. Ed è quello che, secoli dopo, le donne hanno voluto realizzare, per mezzo di medicinali o interventi: quasi, scorticandosi, per cambiare metaforicamente (ma non solo), la pelle e cercare sotto una linfa, chiamiamola così, più fresca e più lontana dalla morte».


Il suo modo di fare Teatro è straordinario, senz’altro innovativo, anche se qualche volta non ha avuto da qualche critico l’apprezzamento che merita. Ma lo ha detto recentemente: «A me interessa portare avanti una precisa idea di teatro e non bado troppo alle critiche».
Ricordo, infine, che ad Emma Dante fu assegnato il prestigiosissimo Premio “Valeria Moriconi” 2020 –“Protagonista della scena” proprio al Teatro Pergolesi.
In questo 2026 è prevista la ripresa dell’evento che ha esaltato e confermato il ruolo svolto da una grande attrice (e non solo). Prima di Emma Dante, il premio era stato consegnato, in due divere edizioni, a Isabelle Huppert e a Monica Guerritore. Dopo Emma Dante, è stato consegnato a Ottavia Piccolo nel 2022 ed Elena Bucci nel 2024.
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