Cronaca
Fabriano Beko, nuovo incontro al Mimit: esuberi ok ma preoccupano gli investimenti
Sul fronte della produzione crescita in tutti gli stabilimenti italiani, +6,5 a Melano
Fabriano – Obiettivo centrato sul fronte degli esuberi, leggero recupero a livello di quote di mercato, andamento lento sul fronte degli investimenti.
Queste, in estrema sintesi, le risultanze scaturite al termine del tavolo Beko, a un anno dall’accordo sindacale sottoscritto nell’aprile 2025, tenutosi oggi pomeriggio nella sede del ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza tra gli altri della sottosegretaria Fausta Bergamotto, i rappresentanti dell’azienda e sindacali.
Confermata la debolezza del mercato degli elettrodomestici a causa della forte pressione sui prezzi e dell’agguerrita concorrenza asiatica. Nonostante questo scenario, l’azienda ha confermato gli investimenti previsti su automazione, digitalizzazione e marketing. Giudicati non sufficienti dalle parti sociali.
Sul fronte della produzione, vi registra una crescita in tutti gli stabilimenti italiani, per le Marche +6,5 a Melano e +2,7 a Comunanza. Tutto ciò, però, secondo i sindacati, non ha determinato una netta contrazione dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali, nello specifico della cassa integrazione che per Melano è stata in questi primi mesi del 2026 pari al 22% e 27%. Sul fronte degli esuberi, obiettivi quasi centrati ovunque.

Nelle Marche, a Melano erano stati dichiarata 66 esuberi, con le uscite incentivate hanno lasciato il posto di lavoro in 88, con una percentuale del 148% di completamento del piano sottoscritto, considerati anche gli 8 operai in cassa integrazione.
Negli uffici di Fabriano, a fronte di 206 esuberi, vi sono state 96 uscite volontarie, piano completato al 74% visto che ci sono 56 colletti bianchi in cassa integrazione. Da parte sindacale è stata quindi richiesta forte attenzione per una rotazione più equa possibile degli ammortizzatori sociali, che verrà monitorata ai tavoli territoriali. Ma a preoccupare è soprattutto il ritardo sugli investimenti, in particolare sui nuovi prodotti che dovrebbero servire per il rilancio dei siti e che, stando alle indicazioni, vengono slittati in avanti. Lettura diversa da parte della Beko.
«A un anno dalla firma dell’accordo – si legge nella nota – il piano di trasformazione industriale ha già prodotto risultati concreti in termini di ottimizzazione dei costi, efficientamento dei processi e rilancio degli investimenti. Ad oggi, circa 110 milioni di euro sono stati investiti negli stabilimenti italiani, con iniziative mirate lungo direttrici strategiche chiave: automazione e digitalizzazione dei processi produttivi attraverso l’introduzione di robotica avanzata, sistemi AGV (Automatic Guided Vehicles) e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale; Ricerca e Sviluppo, con focus su elettronica, connettività ed efficienza energetica; efficienza industriale, tramite l’ottimizzazione dei processi e delle tecnologie produttive; e sostenibilità, con iniziative dedicate all’efficienza energetica e all’installazione di impianti fotovoltaici a partire dallo stabilimento di Melano. Il sito di Melano, inoltre, evolve come hub per i piani cottura, con l’automazione delle linee produttive, la digitalizzazione dei processi e l’introduzione di sistemi logistici completamente automatizzati», si conclude la nota.
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