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Cronaca

Jesi Rogo alla Bocciofila Erbarella, 85mila euro il risarcimento

Il presidente del Comitato di Quartiere, Jhonny Pigliapoco: «Ora si faccia presto a ricostruire», a confermarlo il documento di Variazione al Bilancio 2026-2028 che sarà discusso nel Consiglio comunale di domani, giovedì

Jesi – Un risarcimento da 85mila euro erogato dall‘Agenzia assicurativa a seguito del rogo che il 25 febbraio 2025 aveva seriamente danneggiato la bocciofila Erbarella, rendendo del tutto inagibile il prefabbricato in legno.

A confermarlo è il documento di Variazione al Bilancio di previsione 2026-2028, che sarà discusso nel Consiglio comunale di domani, giovedì.

Proprio durante l’ultima assise comunale, il consigliere Francesco Rossetti, dell’Associazione Per Jesi, aveva chiesto aggiornamenti sulla posizione assicurativa e sulla possibilità di realizzare una nuova struttura. In quell’occasione l’assessore al bilancio, Claudio Cardinali, aveva informato il Consiglio che qualsiasi intervento sarebbe stato possibile solo dopo aver ricevuto dalla Compagnia assicurativa il dato sul risarcimento.

Leggi anche: Jesi Bocciofila Erbarella, la ricostruzione solo dopo il risarcimento assicurativo

Risale al 27 marzo 2025 l’apertura del sinistro da parte dell’assicurazione ch,e però, fino al mese scorso non si era pronunciata riguardo alla quantificazione del risarcimento, ora stimato a 85mila euro.

Di circa 30mila euro è la cifra già spesa dall’Amministrazione per le operazioni di demolizione e lo smaltimento delle macerie del vecchio fabbricato – effettuate da una ditta specializzata – per il trasporto del modulo abitativo provvisorio e per le operazioni di sistemazione dell’area, tra cui anche la bonifica delle fognature, prima dell’installazione.

Lo scorso 6 agosto è stata infatti inaugurata la soluzione provvisoria (il modulo abitativo), dotata di tavoli, sedie e di un gazebo esterno, ottenuta grazie alla Diocesi, che ha permesso la ripresa delle attività della Bocciofila, punto di riferimento per i residenti del quartiere e per tutta la città, tra l’altro anche sede del Comitato di Quartiere Erbarella-San Pietro Martire. Con l’arrivo del risarcimento assicurativo la programmazione di un intervento per la realizzazione di una nuova struttura diventa una possibilità tangibile.

«Alla luce di quanto riportato, ovvero che sono stati individuati i fondi tramite assicurazione per il rifacimento della bocciofila dell’Erbarella, comprensivi anche delle risorse necessarie per i costi tecnici della progettazione, non posso che esprimere una certa soddisfazione, purtroppo a metà», ha detto Jhonny Pigliapoco, presidente del Comitato di Quartiere Erbarella-San Pietro Martire.

«Da un lato sono sinceramente felice che si sia finalmente sbloccata una situazione che era ferma da oltre un anno. È una buona notizia per tutti i soci della Bocciofila, che potranno, un giorno, tornare a usufruire di una struttura rinnovata, ma anche per tutti i residenti del quartiere e non solo».

«La Bocciofila ha da sempre rappresentato infatti un luogo di ritrovo, aggregazione e partecipazione alla vita del quartiere, non a caso era stata assegnata come sede anche al Comitato Erbarella San Pietro Martire, che presiedo da gennaio 2024, diventando un punto di riferimento per le riunioni e gli incontri con la cittadinanza».

«Tutto questo è di certo positivo, ma temo che non basti dire che i fondi ci sono: è fondamentale anche fornire elementi sulle tempistiche. I cittadini hanno diritto di sapere entro quando l’Amministrazione intenda procedere con la ricostruzione della struttura».

«Per un certo verso purtroppo, invece, non posso nascondere un forte rammarico: ancora una volta, come in altre occasioni, il Presidente del Comitato non è stato informato direttamente bensì ha appreso la notizia, di questo rilievo, solo attraverso la stampa. Un atteggiamento che denota una scarsa attenzione nei confronti del ruolo e della funzione che i Comitati di Quartiere hanno».

«Auspico che in futuro comunicazioni così importanti vengano condivise anche con i Comitati di Quartiere, che rappresentano un punto di riferimento diretto per i cittadini e una forma concreta di partecipazione alla vita pubblica».

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