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Cronaca

JESI / IL SEMAFORO ROTTO RIACCESO, FINALMENTE RISOLTO IL GUASTO (foto)

Dopo un mese e mezzo con tre incidenti e cinque feriti all’incrocio tra via San Francesco, via Jugoslavia e via Paladini

JESI, 7 maggio 2019 – Una bella sorpresa questa mattina: si stava lavorando per ripristinare la piena funzionalità dell’impianto semaforico rotto all’incrocio tra via San Francesco, via Jugoslavia e via Paladini. Poche ore di lavoro e finalmente è ritornato a funzionare con i suoi gialli, verdi e rossi. Dopo più di un mese e mezzo. Sarà ora cura dell’Area Servizi Tecnici del Comune monitorare nei prossimi giorni i flussi veicolari per tarare al meglio l’impianto in funzione del traffico nell’una o nell’altra direttrice. La lunga interruzione è stata motivata dal fatto che, trattandosi di un impianto ormai obsoleto, non è stato facile reperire sul mercato il modello di scheda che era saltato. Il tutto per un importo di 4 mila euro di spesa.

Quante polemiche e pure incidenti sono passati prima che scattasse, è il caso di dirlo, il rosso per lo stop imposto dall’Amministrazione comunale che ha potuto far avviare i lavori con la ditta Siem impianti elettromeccanici di Ancona.

La segnalatica verticale era stata potenziata, addirittura sradicata la siepe di una decina di metri, pochi giorni fa, che impediva la giusta visuale all’angolo tra via San Francesco e via Paladini. A proposito di incidenti ne erano avvenuti tre, con 5 feriti e sette auto coinvolte. L’ultimo proprio il lunedì di Pasqua.

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Non solo responsabilità del semaforo guasto perché al volante bisogna starci con la testa – hanno commentato in molti – ma è pur vero che bisogna mettere in condizioni di sicurezza chi guida. E in questo caso di sicurezza diciamo che non è che ce ne fosse molta.

L’impianto semaforico in questione, come è noto, rientra in quella road map di interventi di riqualificazione – 5 nuovi impianti tra via San Francesco e viale Verdi – destinati a ipovedenti e ciechi in attuazione del Peba, il Piano di eliminazione delle barriere architettoniche.

Ma non sarebbe stato saggio attendere oltre.

(p.n.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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