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Attualità

JESI / Reddito cittadinanza: per i 411 beneficiari lavori di pubblica utilità

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Al via i progetti trasmessi dai dirigenti del Comune all’Asp Ambito 9 per la necessaria attività di coordinamento a livello territoriale

 JESI, 1 ottobre 2020 – Sono 411 i cittadini di Jesi che percepiscono il reddito di cittadinanza. A questi potrebbero aggiungersene altri 65 che hanno presentato le rispettive domande soggette a verifica e controllo da parte dell’Asp Ambito 9.

A tutti loro sono destinati i Puc – acronimo che sta per Progetti utili alla collettività – che la Giunta ha chiesto ai dirigenti di predisporre, con l’obiettivo di impegnarli in piccoli lavori di pubblica utilità. I progetti dovranno riguardare gli ambiti relativi a sociale, culturale, artistico, ambientale, formativo, tutela di beni comuni e altre attività di interesse generale. Sono da intendersi come attività di restituzione sociale per coloro che ricevono il beneficio del reddito di cittadinanza e rappresentano, al tempo stesso, una occasione di inclusione e di crescita sia per gli stessi beneficiari che per la collettività.

Le disposizioni ministeriali mettono in capo ai Comuni, singoli o associati, la titolarità dei progetti ed il monitoraggio degli stessi, laddove ogni beneficiario del reddito di cittadinanza è tenuto a un impegno di almeno 8 ore settimanali e fino ad un massimo di 16.

Tali progetti saranno trasmessi dai dirigenti del Comune di Jesi all’Asp Ambito 9 per la necessaria attività di coordinamento a livello territoriale. Tra le attività che potranno essere svolte, a titolo esemplicativo, vi sono quelle di piccoli lavori di pulizia di aree e spazi pubblici o attività di portineria per edifici aperti al pubblico.

Tali attività devono intendersi complementari, a supporto e integrazione rispetto a quelle ordinariamente svolte dagli uffici dell’ente e non sono allo stesso tempo sostitutive di quelle affidate esternamente dall’ente e hanno un carattere necessariamente temporaneo.

Vanno dunque intese non come attività assimilabili a quelle di lavoro subordinato, piuttosto come occasioni di arricchimento a seconda della finalità e degli obiettivi da perseguire. Per questo, nell’atto di indirizzo che la Giunta ha trasmesso ai dirigenti, vi è quello di individuare tali attività a partire dai bisogni e dalle esigenze della comunità, tenuto conto anche delle opportunità che le risposte a tali bisogni offrono in termini di crescita delle persone coinvolte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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