Opinioni
Jesi Lettera aperta, Edison: di chi è il nostro futuro?
Netta presa di posizione sulla questione relativa al progetto di impianto rifiuti da collocare alla Zipa
Jesi – Mi rivolgo a miei concittadini, con il cuore pesante e la mente inquieta. Perché ciò che sta accadendo alla nostra città non può più essere taciuto. Siamo diventati spettatori di uno spettacolo amaro, dove chi ci governa preferisce il comodo rifugio delle scuse e delle accuse, piuttosto che avere il coraggio di agire.
Ma non è più tempo di silenzi. Non è più tempo di aspettare.
Qui non stiamo parlando di uno scontro sterile tra maggioranza e opposizione. Qui è in gioco il futuro di tutti noi. Il futuro dei nostri figli, della nostra terra, del nostro diritto a vivere in una città che ci protegga, che ci ascolti, che ci rispetti.
E invece cosa vediamo? Immobilismo. Paura. Rimandi infiniti. Un’Amministrazione che alza le mani, che scarica le colpe, che si nasconde dietro cavilli e procedure, mentre la nostra città viene abbandonata, mentre il problema cresce e lo spettro dell’impianto avanza.
Ci dicono che è colpa della Provincia. Che è colpa dell’opposizione. Che è colpa di altri. Sempre altri. Mai loro.
Ma noi cittadini abbiamo occhi per vedere e orecchie per sentire. E sappiamo benissimo cosa sta succedendo.
Perché nessuno si è mosso quando tutto poteva essere fermato? Perché nessuno ha alzato la voce quando il procedimento partiva nell’ombra? Perché oggi tutti si dicono contrari, ma intanto l’iter va avanti, come se nulla fosse, mentre le nostre preoccupazioni restano parole al vento?
Non possiamo accettare che il futuro della nostra comunità venga barattato con il quieto vivere politico.
Non possiamo accettare che le nostre vite valgano meno della paura di perdere consenso.
Non possiamo più sopportare una città ostaggio della superficialità e dell’indifferenza di chi dovrebbe difenderla con ogni mezzo.
Adesso basta, chiediamo verità, chiediamo coraggio.
Chiediamo che chi governa smetta di giocare a nascondino con le proprie responsabilità.
La città merita rispetto. Merita scelte forti, prese di posizione nette, atti concreti. Non vogliamo più essere spettatori inermi davanti a decisioni che ci calano dall’alto, mentre tutto ci viene tolto un pezzo alla volta.
Non permetteremo che il nostro futuro venga sacrificato sull’altare della convenienza politica.
Non resteremo in silenzio mentre c’è ancora tempo per agire.
Io ci metto la faccia. Per amore della mia città. E a voi chiedo di non abbassare lo sguardo. Di non smettere di pretendere, di lottare, di farvi sentire, perché questa è casa nostra, e non la svenderemo mai.
Per amore, per la mia città…
Barbara Giuliani
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