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Moie Liste d’attesa Umee: le precisazioni del Gruppo Solidarietà

Dopo la riunione del tavolo di lavoro sulla disabilità, tenutosi l’11 dicembre presso la sala consiliare del Comune di Jesi, il Grusol riporta l’attenzione sui problemi a tutt’oggi in essere

Moie – Con un certo stupore abbiamo letto il comunicato di Ast Ancona e Comune di Jesi pubblicato da alcune testate locali, nel quale viene dato conto dell’incontro del tavolo, riguardante le problematiche dei minori in attesa di valutazione da parte dell’Unità Multidisciplinare Età Evolutiva per problematiche connesse a disturbi di apprendimento, bisogni educativi speciali, disabilità.

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Il comunicato presenta una parzialissima rappresentazione della realtà e dei contenuti del tavolo stesso. Se si voleva dar conto dell’incontro avvenuto, si doveva farlo riportando, quanto meno, le principali questioni emerse nell’incontro di giovedì 11 dicembre, ma soprattutto dei problemi che hanno portato alla sua istituzione:  l’intollerabile numero di minori in attesa di valutazione (fino a 4 anni) con conseguente ritardo di interventi educativi, riabilitativi (a meno che non si abbia le risorse economiche e si scelga di pagarseli privatamente) e di inclusione scolastica (mancata attivazione del sostegno).

Veniamo ad alcune questioni su cui il comunicato sorvola.

– Se a giungo 2025, in aumento rispetto ai numeri di gennaio, c’erano più di 275 minori in lista di attesa, oggi ce ne sono 288.

– Da oltre un anno Ast parla di protocolli con i pediatri come di un percorso definito. Ad oggi nulla è stato formalizzato e – dato non da poco – alla riunione di giovedì 11 non un pediatra era presente.

– Le scuole, che sarebbe opportuno facessero funzionare le loro reti di coordinamento così da rappresentare in maniera unitaria le problematiche presenti, continuano a lamentare difficoltà a svolgere la loro funzione formativa ed educativa e mancanza di chiarezza sui percorsi.

– Molti dei minori in attesa appartengono a famiglie straniere che conoscono poco la lingua italiana e hanno difficoltà a interfacciarsi con l’Unità multidisciplinare. Problematica, anche questa discussa nel precedente incontro di giugno ma che non ha trovato percorsi efficaci di facilitazione anche quando le scuole hanno avuto delega da parte delle famiglie per seguire l’iter di accesso alla valutazione.

Insomma, le questioni stanno in una situazione ben diversa da quella descritta nell’ecumenico comunicato che, se intendeva far conoscere i passi avanti che si stanno facendo, non ha fatto un buon servizio né alla verità, né al lavoro del tavolo stesso.

Infine, la riunione svoltasi l’11 dicembre era stata programmata per il mese di settembre, anche in concomitanza con la ripresa delle scuole. Sarebbe auspicabile che con la stessa velocità con la quale si emanano i comunicati si procedesse nei lavori e soprattutto si portassero a soluzione i problemi di centinaia di famiglie del nostro territorio.

Gruppo Solidarietà

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