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Cronaca

Cerreto d’Esi Vertenza Electrolux in regione, nuova richiesta ritiro piano industriale

1.700 lavoratori in bilico dopo il piano presentato dalla multinazionale: lunedì incontro al Mimit

Cerreto d’EsiDopo il tavolo del lavoro di Fabriano, anche dall’incontro di oggi pomeriggio in regione la richiesta: “Ritirare il piano proposto da Electrolux”.

1.700 esuberi su un totale nazionale di circa 4 mila addetti. Di questi, circa 170 a Cerreto D’Esi con la conseguente chiusura dello stabilimento.

Oggi in regione nuova tappa della vertenza, con l’incontro tra istituzioni e organizzazioni sindacali per fare il punto sulla vertenza Electrolux e definire una posizione condivisa in vista del tavolo convocato per lunedì prossimo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del ministro Adolfo Urso.

andreoli

Alla riunione hanno partecipato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’assessore al Lavoro, Tiziano Consoli e i rappresentanti sindacali delle tre sigle nazionali Fiom CGIL, Fim CISL e UILM.

«Siamo concentrati sull’incontro di lunedì pomeriggio – ha affermato il presidente Acquaroli – un appuntamento importante per ribadire con forza le nostre richieste: il ritiro del piano presentato dall’azienda e, soprattutto, l’avvio di un confronto su un vero progetto di rilancio e sviluppo dei siti produttivi, a partire da quello di Cerreto d’Esi, che rappresenta uno degli stabilimenti più produttivi di Electrolux».

«Confidiamo nel buon senso dell’impresa e nella volontà di ritirare il piano – ha proseguito Acquaroli –  nel rispetto dei territori, della loro storia industriale e delle comunità coinvolte. È necessario aprire una discussione seria e approfondita, in una fase di concertazione e collaborazione con le organizzazioni sindacali, le istituzioni e i territori interessati. Lo Stato si è dimostrato presente al fianco di questa azienda in momenti di necessità. Proprio per questo riteniamo doveroso che oggi l’azienda dimostri disponibilità al dialogo e al confronto. Vogliamo confidare che anche in questo caso possa prevalere il senso di responsabilità e la volontà di costruire un percorso comune».

L’incontro odierno rappresenta un momento preparatorio fondamentale in vista del confronto ministeriale di lunedì 25 maggio al MIMIT, dove sarà affrontata la crisi complessiva del gruppo in Italia il cui piano aziendale prevede circa 1.700 esuberi a livello nazionale.

Nel corso della riunione di questo pomeriggio è stata ribadita la richiesta unanime di ritiro immediato del piano industriale, giudicato inaccettabile per l’impatto occupazionale e sociale che determinerebbe sul territorio.

I partecipanti hanno sottolineato la necessità di una strategia condivisa e unitaria tra Governo, Regione, enti locali e parti sociali per salvaguardare i livelli occupazionali, il patrimonio industriale e l’intera filiera produttiva collegata al sito marchigiano.

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