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Fabriano Trasferimento “Un mondo a colori”, opposizioni all’attacco

«Noi non vogliamo vivere in una città così. E abbandonando l’aula abbiamo voluto rimarcarlo»

Fabriano – La Giunta Comunale ignora le necessità degli utenti del Centro Sociale “Un Mondo a Colori” e da lunedì sfratta i ragazzi mandandoli in una struttura inadeguata con grave compromissione dei loro più elementari diritti. Il comunicato stampa del Comune parla di vincoli normativi che non esistono e che non emergono da nessun documento ufficiale.

La struttura del Mondo a Colori non è più conforme alla normativa antisismica e ciò obbliga il Comune ad attivarsi sotto il piano amministrativo: gli edifici non diventano inutilizzabili per legge. Le scuole, infatti, sono state traslocate solo quando sono iniziati i lavori, sebbene non verificassero sismicamente, così è soprattutto per la Casa di Riposo “Vittorio Emanuele II” che non rispetta da tempo le nuove norme antisismiche ma che non è stata traslocata, perché l’ente ha chiesto diverse deroghe.

Quindi non esiste un obbligo al trasloco e si può ritardare il trasferimento del Mondo a Colori almeno per un mese e mezzo: questa era la richiesta dell’opposizione: un mese e mezzo per fare quello che finora non è stato fatto ovvero accompagnare persone fragili in un momento delicato di passaggio che merita cura e attenzione. Questo chiedono i familiari. Però il Sindaco nel comunicato stampa di stasera, non trova di meglio che attaccare e offendere le opposizioni accusate di strumentalizzare il problema della disabilità:

Tace colpevolmente il Sindaco sul ritardo di quasi un’ora durante la quale in un raro momento di confronto franco e leale, i consiglieri di maggioranza hanno ascoltato e ragionato con i consiglieri di opposizione sulle gravi ripercussioni che gli utenti soffriranno per un trasloco così improvviso. Confronto stroncato dagli Assessori Serafini e Vergnetta che abusando del proprio ruolo hanno bloccato la discussione menomando le prerogative dei consiglieri;

Tace il Sindaco sulle proposte delle opposizioni, sulle aperture alla condivisione delle responsabilità politiche, sulla richiesta di una riflessione e un confronto aperto a tutto il Consiglio;

Tace soprattutto sul colpevole ritardo della sua Giunta che da oltre un anno è consapevole della vulnerabilità sismica, della volontà di traslocare il servizio altrove senza farne parola con nessuno, né con gli utenti, né con i Servizi Sociali, né tanto meno con il Consiglio Comunale;

Tace sulle disponibilità manifestate dalla struttura amministrativa della Regione Marche interessate dalla Consigliera Biondi;

Tace sul dissenso espresso dai numerosi familiari dei ragazzi con disabilità presenti in aula, e tace infine sulle loro contestazioni per alcune parole dell’Assessore Serafini.

Le opposizioni hanno abbandonato l’aula e sono uscite con i cittadini che alcuni conoscono da decenni: con molti di loro il Consigliere Armezzani ha condiviso anche importanti esperienze personali, moltissimi progetti realizzati in tanti anni di ascolto, condivisione e progettazione fatta insieme. Qualcosa che va oltre i vuoti rituali che la maggioranza ancora adora celebrare in solitaria autonomia lamentando quest’oggi l’assenza di spettatori, che è ruolo al quale hanno relegato non solo le opposizioni ma l’intera cittadinanza.

Infine, il progetto del nuovo centro, che non è stato oggetto dell’interpellanza di Armezzani concentrata solo sullo scongiurare la chiusura del centro lunedì prossimo, deve essere gettato in un cestino senza ripensamenti: questa Giunta vuole realizzare la cittadella dell’handicap, far sparire il Mondo a Colori, nascondendolo dietro il Dopo di Noi, lontano dalla vista dei cittadini, lontano dal cuore: nessuna visibilità, nessuna integrazione né partecipazione, in una parola comunità.

Siamo stupefatti dalle parole che l’Assessore Serafini ha detto in aula e che speravamo fossero sfuggite per errore, ma che invece sono state riprese nel comunicato del Sindaco: un unico luogo per il centro diurno e per quello residenziale così da non dare ai ragazzi altri traumi di cambiare luogo in futuro.

La Giunta ha già deciso della vita delle persone: chi va al Mondo a Colori poi andrà al Dopo di noi che sta lì accanto: non sono ammesse varianti, hanno deciso Ghergo e Serafini, con buona pace dei diritti soggettivi e della progettazione personalizzata.

Siamo usciti dall’aula per stare con i familiari, abbiamo scelto da che parte stare.

Noi non vogliamo vivere in una città così. E abbandonando l’aula abbiamo voluto rimarcarlo.

Nota stampa opposizioni consiliari consiglio comunale Fabriano

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