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Cronaca

Filottrano Atto vandalico, la denuncia funziona: un genitore si fa avanti

Bagni pubblici devastati, danni per circa 3mila euro: dopo il post del Sindaco arriva la disponibilità a risarcire

Filottrano – Dopo la denuncia pubblica lanciata sui social dal sindaco Luca Paolorossi, i primi frutti non hanno tardato ad arrivare.

A seguito del post con cui il primo cittadino aveva documentato l’atto vandalico ai danni di bagni pubblici, il genitore di uno dei ragazzi coinvolti si è fatto avanti manifestando la disponibilità a risarcire i danni, stimati in circa 3mila euro. Un segnale che, secondo il Sindaco conferma come denunciare apertamente quanto accade non sia sbagliato ma possa aiutare a far emergere responsabilità e a risolvere i problemi. (leggi l’articolo)

«La denuncia pubblica – spiega -, non è uno sfogo né una caccia alle streghe, ma uno strumento per far emergere i problemi e risolverli».

Una comunicazione diretta e mirata, nello stile che da sempre lo contraddistingue, questa volta ha prodotto un risultato concreto. Dopo il post, infatti, nella serata del 26 dicembre il primo cittadino è stato contattato da un idraulico, chiamato da un genitore di uno dei ragazzi coinvolti che si è reso disponibile a riparare i danni.

Un passaggio che dimostra come il silenzio non paghi e che affrontare apertamente le criticità possa invece innescare un’assunzione di responsabilità.

Il Sindaco tiene a chiarire che non si tratta di «fare il fenomeno» o di mettersi in mostra. «Quando si parla chiaro, i genitori intelligenti fanno quello che dovrebbero fare tutti: chiedere ai figli cosa è successo, capire dove hanno sbagliato e intervenire».  

«A Filottrano fortunatamente ci sono famiglie determinate a educare e a non voltarsi dall’altra parte», sottolinea ancora il Sindaco. 

La denuncia formale resta un passaggio fondamentale, ma Paolorossi rivendica il diritto-dovere di intervenire anche prima, senza aspettare sempre l’intervento delle Forze dell’ordine.

«Muoversi, parlare, affrontare i problemi – conclude – è l’unico modo per tutelare i beni comuni e aiutare davvero i nostri ragazzi a crescere».

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