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Cronaca

Jesi Cartello dei bagni imbrattato: «Nessuna identità deve essere cancellata»

L’associazione DisabilityPride Marche interviene dopo lo sfregio dei simboli dedicati a persone con disabilità, trans e non binarie e richiama anche al rispetto nel dibattito sui social

Jesi – Dopo le prese di posizione politiche e il polemico dibattito nato attorno al cartello dei bagni pubblici imbrattato da ignoti, sulla vicenda interviene anche il DisabilityPride Marche.

L’associazione richiama l’attenzione sul significato dei simboli cancellati, dedicati alle persone con disabilità, trans e non binarie, sottolineando come il tema riguardi non soltanto il danneggiamento materiale del cartello, ma anche il riconoscimento e la visibilità delle persone rappresentate.

«Il DisabilityPride Marche esprime la propria posizione contro l’atto di cancellazione da parte di ignoti che è avvenuto a Jesi, in provincia di Ancona, dove dal cartello dei bagni pubblici sono stati cancellati i simboli che rappresentano le
persone con disabilità, le persone trans e non binarie».

andreoli

«Non è un semplice gesto di vandalismo».

«Cancellare quei simboli significa cancellare, non solo simbolicamente, la presenza di persone che fanno parte della nostra società. Significa trasmettere l’idea che alcuni corpi, alcune identità e alcuni bisogni possano essere rimossi dallo spazio pubblico perché considerati
meno legittimi, meno degni di essere rappresentati o semplicemente scomodi».

«Per il DisabilityPride Marche questo è inaccettabile. Il simbolo della disabilità non è un elemento decorativo: rappresenta il diritto delle persone disabili ad avere accesso agli spazi, ai servizi e alla vita sociale senza barriere e, quindi, il diritto che la società preveda la nostra presenza. È un simbolo di accessibilità e di autodeterminazione».

«Allo stesso modo, la presenza di simboli che rappresentano le persone trans e non binarie afferma il diritto di ogni persona a vedere riconosciuta la propria identità e a poter vivere gli spazi pubblici senza discriminazioni. Non accettiamo che i diritti vengano trattati come qualcosa da cancellare».

«La scelta di colpire proprio questi simboli ci preoccupa perché si inserisce in un clima nel quale le persone disabili, trans e non binarie sono ancora troppo spesso costrette a rivendicare la propria stessa esistenza e il proprio diritto a essere visibili».

«E proprio per questo riteniamo importante non rimanere in silenzio ma allo stesso tempo ci preoccupa anche chi per difendere il cartello ha usato insulti abilisti sui social. È una condotta che tradisce la medesima logica discriminatoria di chi ha cancellato il simbolo della disabilità».

«Il DisabilityPride Marche è nato per rivendicare l’orgoglio, i diritti e l’autodeterminazione delle persone con disabilità. La nostra lotta contro l’abilismo è parte di una battaglia più ampia contro ogni forma di discriminazione e cancellazione delle esistenze».

«Per questo esprimiamo la nostra solidarietà alle persone trans e non binarie e a tutte le persone che possono essersi sentite colpite da questo gesto».

«I simboli possono essere cancellati da un cartello, ma le persone che rappresentano non possono essere cancellate».

«Noi continueremo a rendere visibili le persone disabili, trans, non binarie e tutte le persone che troppo spesso vengono spinte ai margini. Perché uno spazio pubblico davvero accessibile e rispettoso dei diritti è uno spazio nel quale nessunə deve sentirsi costrettə a chiedere il permesso di esistere».

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