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Cronaca

Jesi Cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, sfuma la proposta

Non sarà portata in Consiglio comunale perché i pareri favorevoli non raggiungerebbero la maggioranza qualificata dell’assise, «candidatura inopportuna, figura divisiva», il commento delle opposizioni

Jesi Non approderà in Consiglio comunale la proposto del sindaco Lorenzo Fiordelmondo relativa al conferimento della cittadinanza onoraria alla giurista Francesca Albanese (foto in primo piano), esperta di diritto internazionale, specializzata in diritti umani e Medio Oriente, dal 2022 relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati.

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Proposta che, comunque, ha diviso fin da subito le forze politiche cittadine tanto da far presagire l’assenza almeno di una maggioranza qualificata favorevole al conferimento, condizione che fa sfumare la proposta stessa, la quale non sarà sottoposta a votazione in Consiglio comunale.

Luca Polita

«Ogni anno arrivano all’Amministrazione comunale una decina di candidature tra cittadinanze onorarie e civiche benemerenze, proposte da associazioni, privati cittadini o gruppi, riferite a persone che si sono distinte per particolari doti politiche, economico-sociali o culturali – ha spiegato il presidente del consiglio comunale, Luca Polita -. Ma solo quelle che incontrano il consenso unanime o la maggioranza qualificata dei 2/3 dei componenti assegnati all’aula, vengono proposte in Consiglio comunale e sottoposte a votazione. Quindi il caso di Francesca Albanese non è un’eccezione» .

«E’ l’Ufficio di Presidenza del sindaco a convocare i capigruppo per capire l’orientamento di maggioranza e opposizione prima di sottoporre le candidature alla votazione in Consiglio».

In questo caso dunque, il numero di favorevoli non sarebbe sufficiente, considerando anche che due consiglieri di maggioranza sono nei mesi scorsi passati all’opposizione.

«Come ampiamente noto, la dottoressa Albanese nell’incarico di relatrice speciale delle Nazioni Unite si è distinta per la difesa del popolo palestinese, dimostrando encomiabili doti di coraggio e indipendenza. Jesi città di pace è al suo fianco nel riaffermare la centralità del diritto internazionale e denunciare le brutalità e le barbarie inflitte ai civili inermi nella striscia di Gaza», aveva scritto il Sindaco in uno dei passaggi della comunicazione inviata ai gruppi politici per proporre il conferimento.

Giancarlo Catani

Ma già dai giorni successivi alla comunicazione i gruppi di minoranza avevano preso posizione rispetto alla proposta e oggi ribadiscono la contrarietà.

«Una candidatura non opportuna – ha evidenziato Giancarlo Catani di PattoxJesi -. Pur appoggiando la causa palestinese, la riteniamo una figura contrastata che crea divisione più che aggregazione».

Daniele Massaccesi

In netta opposizione fin dall’inizio Fratelli d’Italia, mentre la civica Jesiamo avrebbe lasciato libertà di voto ai consiglieri, «personalmente il mio sarebbe stato un no, si tratta di una figura divisiva smaccatamente di parte e troppo ideologica – ha spiegato Daniele Massaccesi, presidente di Jesiamo – Ci sono altri modi in cui il nostro Comune può essere vicino alla causa palestinese, ne ho anche proposti alcuni».

A favore della proposta del Sindaco si era schierata subito la Consulta per la Pace, «la sosteniamo con grande entusiasmo», aveva commentato il coordinatore El Mostafa Drissi, aggiungendo che la Consulta aveva anche proposto «di invitare Francesca Albanese per la Giornata della Pace del 6 gennaio 2026».

bornigia
Il segretario dem, Stefano Bornigia

Dalla maggioranza il gruppo Jesi in Comune aveva espresso il suo parere favorevole al conferimento, mentre il Partito democratico non ha manifestato prese di posizione ufficiali. Ieri alla domanda se avrebbero votato favorevolmente o meno alla candidatura, Stefano Bornigia, segretario del Pd cittadino, ha risposto: «Avremmo affrontato la questione se la proposta fosse andata in Consiglio comunale, non c’è una posizione del partito perché a questo punto non è necessaria», visto che la proposta è sfumata.

Lo scorso ottobre Francesca Albanese ha ricevuto l’attestato di cittadinanza onoraria dal Comune di Fabriano nel corso di una cerimonia presso l’Oratorio della Carità, con la sindaca Daniela Ghergo, a seguito della delibera dal Consiglio comunale del 18 settembre 2025 che aveva approvato la proposta. Non mancarono però le polemiche, sollevate soprattutto da Fratelli d’Italia.

In quell’occasione la sindaca di Fabriano aveva motivato il conferimento della cittadinanza alla giurista «per il suo instancabile impegno nella tutela del diritto internazionale e nella difesa dei diritti umani; per aver denunciato con rigore e indipendenza le responsabilità di Stati, aziende e individui nei crimini contro la popolazione palestinese».

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