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Cronaca

Jesi «Da giorni non sappiamo più nulla dei nostri familiari, l’Iran è spento»

Il racconto di una coppia jesina senza contatti con la famiglia di lui rimasta nel Paese di origine mentre le proteste vengono soffocate nel sangue

Jesi – «Da giovedì pomeriggio 8 gennaio Internet si è spento. Da quel momento non siamo più riusciti a sentire nessuno».

La voce è quella di una coppia jesina che da diversi giorni vive sospesa nell’angoscia. Lei, Silvia, jesina, lui iraniano, ha tutta la famiglia di origine in Iran: la madre, i fratelli, i nipoti. Da quel giorno, però, ogni contatto si è interrotto.

«È una situazione mai successa prima – raccontano –. Negli anni scorsi ci sono state proteste, anche repressioni dure, ma al massimo dopo due o tre giorni la rete tornava. Questa volta no. Il Paese è completamente isolato».

Dal 1979, anno della rivoluzione islamica che rovesciò la monarchia dello scià Muhammad Reza Pahlavi, il Paese è una Repubblica islamica (a grande maggioranza di fede sciita) fondata su rigide leggi religiose e su una repressione strutturale del dissenso. L’obbligo del velo per le donne, la censura, il divieto di cantare e ballare in pubblico, l’uso dell’accusa di “guerra contro Dio” per condannare gli oppositori, fanno parte di questo impianto da decenni. Dal 1989 la guida suprema è l’86enne ayatholla Alì Khamenei.

Un silenzio, dunque, che pesa, perché significa non sapere cosa stia accadendo ai propri cari.

«Non riescono a comunicare neanche tra di loro. Non possono organizzarsi, non possono raccontare quello che succede, non possono chiedere aiuto».

Qualcuno ha ricevuto brevissime telefonate, «un amico di mio marito che vive a Roma ha ricevuto una breve telefonata giovedì scorso da un familiare, di pochi secondi, questa persona è riuscita solo a dire “stiamo bene, ma qui è una situazione tremenda, hanno ammazzato tante persone”, poi è caduta la linea».

Le poche notizie che filtrano arrivano da canali informali.

«C’è chi, con sistemi satellitari, è riuscito a far uscire alcuni video – spiegano – immagini terribili, con strade piene di sangue, corpi a terra. Scene che non dimentichi».

Il contesto è quello di un Paese attraversato da proteste diffuse e da una repressione durissima. Da oltre due settimane l’Iran è scosso da manifestazioni che coinvolgono tutte le province, mentre il regime ha imposto un blackout quasi totale delle comunicazioni per soffocare la rivolta.

«Non c’è nessun modo di mettersi in contatto con loro – ribadiscono – non non ci sono canali ufficiali. Siamo completamente impotenti e l’angoscia e la preoccupazione è tanta».

Di fronte a questa situazione, l’unica risposta possibile è scendere in piazza anche dall’Italia.

«Sabato mio marito è stato a Roma per una manifestazione, scriviamo email, cerchiamo contatti, parliamo con chiunque possa darci ascolto».

Ma la sensazione è di essere rimasti soli. «Dalla politica italiana non è arrivata una presa di posizione chiara a sostegno del popolo iraniano. Una presenza dovuta, ma senza peso reale».

Una storia che è la stessa di tante altre famiglie. Eppure raccontarla serve a rendere concreto ciò che spesso sembra lontano. In Iran le rivolte scoppiano ormai da anni e quasi non fanno più notizia. Ma tutto questo fa capire che non è poi così lontano.

«È qui, non lontano da casa nostra».

Mentre la repressione si fa sempre più dura, il blackout delle comunicazioni rende impossibile conoscere l’entità reale di quanto sta accadendo. Secondo le organizzazioni per i diritti umani si contano centinaia di morti, ma il regime non fornisce dati ufficiali e attribuisce le violenze a interferenze esterne. Con Internet quasi completamente bloccato e il Paese isolato dal resto del mondo, migliaia di famiglie, dentro e fuori i confini iraniani, restano sospese nell’attesa, senza notizie e senza certezze.

Con il Paese isolato e le comunicazioni interrotte, perciò, l’attesa continua.

«Non possiamo fare altro che aspettare – concludono – sperando che prima o poi questo silenzio si interrompa».

(nelle foto la manifestazione di sabato scorso a Roma)

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