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Cronaca

Jesi Futuro area ex ospedale, chiesto Consiglio comunale aperto

Iniziativa delle forze di opposizione, l’obiettivo: «Fare chiarezza con l’intervento di tutte le parti interessate, anche degli architetti che avevano redatto il precedente Masterplan»

Jesi – Il 3 novembre prenderà ufficialmente il via il percorso partecipativo per disegnare il futuro dell’area dell’ex ospedale di Viale della Vittoria, presso la Sala Maggiore di Palazzo della Signoria, per una presentazione pubblica che consentirà di conoscere le modalità operative, la metodologia di lavoro e i tempi di percorso.

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Nel frattempo il Movimento Repubblicani Europei, con le altre forze di opposizione Gruppo Misto, Jesiamo, Per Jesi, Patto X Jesi e Fratelli d’Italia, ha depositato in Comune una richiesta di Consiglio comunale aperto riguardante proprio il nuovo Masterplan per il recupero dell’area dell’ex ospedale e del Piano di Recupero già esistente.

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«La richiesta è nata per fare chiarezza su un argomento molto dibattuto in questi giorni sui giornali e sui social riguardante appunto l’area dell’ex ospedale, visto che la Giunta, con delibera del 5 agosto 2025 ha previsto una spesa di 95.000 euro per progettare un Masterplan riguardante l’area del vecchio ospedale, di cui il Comune di Jesi è proprietario solo per il 12%», hanno spiegato dall’Mre.

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«Ultimamente si sono succeduti numerosi articoli che hanno evidenziato la complessità dell’argomento e alcune forze politiche sono intervenute a dimostrare il proprio disagio e la propria contrarietà. A tutto ciò e ai comunicati stampa del Comune, ha fatto seguito l’articolo dei due progettisti incaricati che ha permesso ai cittadini di conoscere il pregresso e la percentuale della proprietà dell’immobile suddetto: 12% Comune di Jesi, 88% Ast e la risposta secca dell’Amministrazione comunale».


«Dal dettagliato articolo “Dalla rigenerazione alla sospensione: cronaca del recupero dell’ex Ospedale di Jesi” uscito sulla stampa il 18 ottobre, scritto dai progettisti arch. Mario Talacchia e arch. Giampiero Cardinali, siamo venuti a conoscenza che esiste un Progetto di piano, sottoposto sia al Comune di Jesi che all’Ast, proprietaria dell’88% dell’area».

Il tutto è iniziato nel 2018 e si è sviluppato prima con l’Idea di Piano , poi con il Preliminare di Piano, fino a giungere nel 2022 al Progetto di Piano.

D’altra parte nell’annunciare l’incontro pubblico del 3 novembre, il Sindaco aveva individuato la pianificazione urbanistica come «una prerogativa dell’Amministrazione in tutto il territorio comunale. Siamo fermamente convinti che le decisioni più giuste e durature possano nascere solo da un ascolto autentico e da una visione collettiva. Per questo, abbiamo avviato un percorso partecipativo ambizioso e rigoroso, essenziale per definire le vocazioni funzionali più adeguate alle esigenze reali della nostra città. L’Ast è l’interlocutore prioritario perché proprietaria dell’88% dell’area – il Comune ha il 12% – è come già condiviso con la stessa sarà coinvolta in tutto il percorso».

Tra le fila dell’opposizione restano i dubbi e la volontà di chiarire la situazione in un Consiglio aperto.

«Dalla lunga cronistoria si è venuti a sapere che non solo il progetto sarebbe già pronto e sarebbe stato presentato nel 2023 alla attuale Amministrazione, ma che il Piano sarebbe stato progettato in collaborazione di eminenti Università (Università degli Studi di Venezia, il Politecnico di Milano, l’Accademia delle Belle Arti di Macerata) e condiviso con amministratori, rappresentanti di associazioni, cronisti locali, docenti, tecnici, cittadini».

«A cosa servirebbe il Masterplan? Casomai servirebbe l’illustrazione e la condivisione con i cittadini, prima del formale deposito di un qualsiasi elaborato progettuale! Le consigliere e i consiglieri firmatari chiedono quindi la convocazione di un Consiglio comunale aperto, con l’intervento di tutte le parti interessate, in special modo dell’Ast, proprietaria e dei progettisti che hanno elaborato il Piano, al fine di avere chiarezza su come si sono svolte le fasi di progettazione e a cosa possa condurre la scelta dell’Amministrazione comunale, quali conseguenze economiche, urbanistiche e legali possa portare l’attuale decisione della Giunta comunale».

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