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Cronaca

Jesi Pet Therapy, il 2026 si apre in Terapia Intensiva tra sorrisi e carezze a quattro zampe

All’ospedale “Carlo Urbani” ieri la prima giornata di visite speciali del nuovo anno con Rex e Lux e le coadutrici Antonella Jorio e Cristiana Carotti tra pazienti, familiari e personale sanitario

Jesi – Tra i letti della Terapia Intensiva dell’ospedale “Carlo Urbani”, dove ogni giorno si combattono battaglie silenziose, ieri il 2026 si è aperto con un’energia diversa.

Una presenza, quella di Rex e Lux, cani della Pet Therapy, capace di incuriosire tutti, di rompere la quotidianità di un reparto comunque da sempre orientato alla umanizzazione delle cure e al modello aperto e di portare un sorriso anche dove sembra difficile trovarlo.

La prima visita dell’anno ha confermato quanto il progetto promosso dalla Uoc di Anestesia Terapia Intensiva Analgesia diretta dal dottor Tonino Bernacconi e realizzato dall’associazione Mi Fido di Te Ets, stia funzionando e sia ormai atteso da pazienti e familiari. L’accoglienza è stata grande, sincera, sentita. I pazienti, ma soprattutto chi li assiste, hanno espresso soddisfazione e riconoscenza per un’iniziativa che porta sollievo, leggerezza e ancora più umanità in uno dei reparti più complessi dell’ospedale.

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Ieri in corsia c’erano Rex, meticcio di 10 anni, dal carattere pacato ed esperto nel suo compito, con la coadutrice Antonella Jorio, medico anestesista rianimatore proprio al “Carlo Urbani”, e Lux, pastore australiano di 4 anni, femmina curiosa, attenta e birichina con la coadutrice Cristiana Carotti naturopata. La loro presenza non è passata inosservata: nel reparto i cani hanno incuriosito tutti, attirando sguardi e mani che cercavano di offrire una carezza.

E mentre Rex e Lux restavano accanto ai letti dei pazienti, accadeva qualcosa di altrettanto importante: i familiari iniziavano a dialogare con Antonella e Cristiana. Racconti, domande, confidenze. Il tempo, in quei momenti, sembrava scorrere più leggero, come se ci si trovasse seduti a un tavolo di famiglia e non in una stanza di Terapia Intensiva.

Tra quei letti di ospedale, quegli occhi teneri e quelle code guizzanti che dispensano tenerezza hanno portato momenti di distensione, momenti di normalità che interrompono la tensione, alleggerendo l’attesa e regalando conforto anche a coloro che stanno accanto a chi è ricoverato, spesso i primi a ringraziare le coadutrici e i loro cani per ciò che riescono a donare senza bisogno di spiegazioni.

La Pet Therapy non sostituisce le cure, ma le accompagna, può riportare un sorriso che magari da tempo non appariva. Riduce lo stress nei malati e nei loro familiari, favorisce la relazione interpersonale in un contesto nel quale un ambiente più umano ha una sua grande importanza. Apportando benessere anche tra gli stessi operatori sanitari.

E questa prima visita del 2026 lo ha dimostrato ancora una volta: in Terapia Intensiva la vicinanza che portano in dono quei magnifici quattro zampe – cani certificati e preparati per lavorare in contesti ad alta complessità – fa la differenza.

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